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Tehila, la kosher diva

Schermata 2018-05-16 alle 15.01.40Si fa chiamare “Tehila, the Kosher Diva”, e la sua cover della canzone con cui Netta Barzilai ha conquistato il pubblico dell’Eurovision, portando Israele alla vittoria, si intitola Goy. Pubblicata online qualche giorno prima della finale non è l’unica risposta ebraica al successo di Toy, la canzone che già nelle settimane precedenti aveva avuto un notevole successo, ma di sicuro è quella più curiosa.
Canta in Yiddish, Tehila, e il suo abbigliamento corrisponde certamente di più al mondo ortodosso, rispetto a quello di Netta, ma lo sberleffo è uguale, e colpisce anche la versione originale della canzone. Dove Netta canta “Guardami sono una bellissima creatura, non mi interessano le tue prediche da tempi moderni, benvenuti ragazzi…” Tehila risponde “Sono una ragazza bellissima, non mi interessano le tue prediche, vieni ragazzo, stai tranquillo, ti spiego io come facciamo, oy!”. E continua: “Penso tu ti sia dimenticato che sono una donna, il mio sensale di matrimoni è scappato e il rabbino mi urla Oyoyoy!”. Tutta la famiglia si oppone al suo fidanzamento con un ragazzo non ebreo – il goy del titolo – e anche se la musica è la stessa la storia qui è ben diversa, e lontanissima dal movimento #metoo cui invece strizza l’occhio la Barzilai. Fra candele e challot, maniche lunghe e citazioni della tradizione, Tehila un po’ irride e un po’ si dispera per il suo amore impossibile. La sorella suggerisce di lasciarlo, la madre le dice che è una tragedia, ma lei dopo aver chiesto ispirazione a D-o ha la soluzione, e dato che non vuole assolutamente rinunciare al suo lui inizia a mostrare una prima forbicina. “Circoncisione!”, canta, e riprende il testo su Wonder Woman e le imitazioni della gallina della canzone originale, in un crescendo delirante di strumenti taglienti, che vanno dal machete alle cesoie, passando per coltelli e coltellacci e arrivare infine a decespugliatore e motosega. E mentre la challà diventa allusiva e i portacandele si trasformano in pesi da palestra la stanchezza per una ennesima storia per la quale non si vedono soluzioni prende il sopravvento.

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