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…migranti

La politica salviniana sulla questione migranti mi pare si delinii con sempre maggiore chiarezza. La grande contraddizione, da più parti indicata, di fare alleanza col gruppo di Visegrad, che ha sempre rappresentato l’ostacolo più duro ad ogni progetto di ridistribuzione dei profughi, si sana sviluppando una politica comune di respingimento europeo. In pratica, si danno soldi all’Italia perché impegni le sue navi militari per i respingimenti in mare. Data l’impossibilità di risolvere i problemi dell’intero continente africano in pochi giorni, o di costruire chissà quali hotspot in Libia, mi pare l’unica strada percorribile. È probabile che già al vertice europeo di fine giugno si avanzi una proposta comune fra i vari governi di estrema destra europei. E la cosa brutta è che passerà. Lo sappiamo tutti, se Orban ha potuto costruire muri è perché la Germania e gli altri Paesi del Nord traevano vantaggio dal blocco della rotta balcanica. Non parliamo poi del comportamento francese di questi anni, giustificabile solo dalla paranoia sociale innescata da una serie di attentati terroristici senza precedenti. Insomma, la pagina è bianca per scrivere un altro triste racconto della storia europea.

Davide Assael, ricercatore