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Migranti, tensione Italia-Francia

rassegnaTutti i quotidiani italiani riportano con una certa preoccupazione lo scontro in corso tra Parigi e Roma legato ai migranti. Il presidente francese Macron ha definito di “cinica e irresponsabile” la decisione del governo italiano di negare un porto alla nave Acquarius con 629 migranti. Addirittura “vomitevole”, secondo Gabriel Attal, portavoce di En Marche, il partito fondato da Macron. Dura la replica del Presidente del Consiglio Conte: “Non accettiamo lezioni ipocrite da Paesi che hanno sempre preferito voltare la testa dall’altra parte”. E ora è in forse il vertice in calendario tra 48 ore tra lo stesso Conte e il presidente francese. Lo scontro sulla nave Acquarius ha provocato una chiara divisione con francesi e spagnoli da una parte e Italia, e paesi come l’Ungheria dall’altra, spiega il Corriere mentre dalla Germania “è arrivato l’appello all’unità della Cancelliera Angela Merkel, che vedrà Conte a Berlino lunedì: ‘Sull’immigrazione illegale dobbiamo rispondere in modo unitario. Questo tema ha il potenziale di danneggiare l’Europa’. Prova allora a far da paciere il commissario europeo all’immigrazione, Dimitris Avramopoulos: ‘Nessuno crede che quanto accaduto sia solo una responsabilità italiana, maltese o spagnola. E una responsabilità europea e richiede una risposta europea’”. Sulla prima del Corriere, Paolo Lepri analizza la situazione e sottolinea la necessità che tra Francia e Italia ci sia un’alleanza non uno scontro: “è inutile dire che l’iniziativa del ministro Salvini di negare l’approdo alla Aquarius è stata un gigantesco sasso gettato in un Mediterraneo nel quale l’Italia non ha mai ricevuto la solidarietà necessaria. Quando le muraglie di acqua prodotte da questo tsunami si ritireranno, non sarà facile ricostruire. Dovremmo però avere le idee più chiare: questa battaglia non si può vincere da soli. Forse sarebbe stato troppo ‘buonista’ sperare che Salvini gettasse il suo macigno sul tavolo del Consiglio europeo invece che nel mare. Ma, qualsiasi siano gli obiettivi di un’azione, è necessario tessere una strategia delle alleanze”. E la Francia, spiega Lepri, deve essere fra queste.

Trump-Kim, incontro nella storia. L’altro argomento di giornata è ovviamente lo storico vertice tra il presidente Usa Donald Trump e il dittatore nordcoreano Kim Jong-un. Un incontro conclusosi con la firma di un documento che prevede, tra le altre cose, il ripristino delle relazioni tra Washington e Pyongyang, l’impegno a garantire la pace nella regione, la denuclearizzazione della penisola coreana. I vari punti sono spiegati da Paolo Mastrolilli su La Stampa in cui si spiega anche che “lo storico vertice tra il presidente americano e quello nordcoreano è stato un successo per almeno tre motivi: primo, perché è avvenuto; secondo, perché allontana la prospettiva di una guerra; terzo, perché avvia un processo che potrebbe servire non solo a garantire il futuro della penisola, ma anche a fornire un modello per altre situazioni di crisi, come quella iraniana”. Rispetto a questo ultimo punto, parole simili sono arrivate da Israele: “Sono certo che gli Stati Uniti e il presidente Trump, determinati a raggiungere un accordo, ne controlleranno anche l’attuazione e questo sarà un buon esempio per altre nazioni e altri popoli”, ha affermato il ministro della Difesa israeliano Avigdor Lieberman.

Germania, come si combatte l’antisemitismo. Ampia intervista su Repubblica al Responsabile per la lotta all’antisemitismo in Germania, l’ambasciatore Felix Klein. “Il governo ha riconosciuto che, nonostante i molteplici sforzi di combattere l’antisemitismo, è necessario prevedere un ruolo del genere. – spiega Klein parlando dell’importanza del suo incarico – Ma io interpreto il mio compito anche così: i politici e i cittadini non devono sentirsi sollevati dal compito di combattere in modo deciso l’antisemitismo. Sarebbe fatale. L’antisemitismo è ancora presente nella nostra società e tutti siamo chiamati a fare qualcosa per combatterlo, non solo i politici”. Sulla natura dell’antisemitismo in Germania, Klein spiega che “il problema è che continuano a funzionare pregiudizi vecchi di secoli, ma anche che ci sono nuove sfide. Molti giovani tedeschi e molti migranti non sentono più la responsabilità della complicata storia tedesca. Spesso pensano ‘cosa c’entriamo noi con l’Olocausto?’. E poi c’è il cosiddetto ‘antisemitismo importato’ che trasferisce nelle piazze tedesche il conflitto israelo-palestinese”. Poi un cenno all’Italia che al momento “presiede l’International Holocaust Remembrance Alliance. Sono molto contento che si ricordino le Leggi razziali e che si torni a tematizzare la lotta all’antisemitismo anche in Italia”.

Memoria alla Scala. Il Teatro la Scala di Milano ha deciso di dedicare, in occasione dell’ottantesimo anniversario dalle Leggi razziste, la prima del Fidelio, diretto da Myung-Whun Chung, alla memoria di due grandi Maestri, Vittore Veneziani e Erich Kleiber. “Ogni volta che assisto a Fidelio fatico ad abbinare il piacere della musica con l’orrore di quel che accade in scena. – ha spiegato Liliana Segre presente alla presentazione dello spettacolo e della speciale dedica – E stavolta l’emozione è anche più grande pensando a quello che deve aver provato il maestro Veneziani a trovarsi davanti la porta chiusa della Scala. Conosco quella sensazione. Ho 87 anni, ma dentro di me c’è sempre la bambina che si vista chiudere in faccia la porta della sua scuola”. Insieme a Segre sono intervenuti, ricorda il Corriere Milano, Roberto Cenati, presidente dell’Anpi di Milano e Liliana Picciotto del Centro di documentazione ebraica contemporanea.

Kushner in Israele. Jared Kushner torna in Israele la prossima settimana per discutere con diversi interlocutori il piano di pace per il Medio Oriente messo a punto dall’amministrazione americana. “Saranno assenti – spiega La Stampa i rappresentanti palestinesi, visto che l’amministrazione Trump non ha contatti con loro da oltre sei mesi, ovvero dalla decisione di trasferire l’ambasciata degli Stati Uniti a Gerusalemme. Il genero e consigliere del presidente si incontra invece con funzionari israeliani e, probabilmente, con emissari dei vicini Paesi arabi”. Intanto in Israele, lo Shin Bet, il servizio di sicurezza interno, ha confermato che “è stato un attentato terroristico” l’aggressione a una giovane israeliana di diciotto anni avvenuto lunedì scorso ad Afula. La ragazza è stata accoltellata ripetutamente da un terrorista palestinese ed è ora “ricoverata nel reparto di terapia intensiva di un ospedale cittadino. I medici – spiega Avvenire – hanno riferito che, dopo aver subito un intervento d’urgenza, è in condizioni gravi ma stabili”.

Festival e cultura ebraica. A Firenze le donne sono al centro del programma del Balagan Café, la rassegna organizzata dalla Comunità ebraica locale: l’attrice Smadar Yaaron sarà in scena alle Murate e, come raccontano la Nazione e Repubblica Firenze, interpreterà questa sera il monologo ‘Um Muhamad’, dialogo tra una donna ebrea e una donna araba divise dalla storia, dalla religione, dalla cultura, unite dal dolore. “La serata – spiega la Nazione – è realizzata con il contributo economico dell’Ambasciata di Israele in Italia e con i contributi dei fondi 8xmille dell’Unione delle Comunità ebraiche italiane in occasione del progetto 2018 dei 70 anni di Israele. Con questo spettacolo si apre il primo di tre appuntamenti de Il Balagan va in città”. A Milano è in corso invece la rassegna A different set of jews (tutti i giorni nella Corte dei Miracoli, in via Mortara 4), ideato tra gli altri da Miriam Camerini, come riporta il Corriere Milano: “iI festival – racconta il quotidiano – presenta i grandi autori della cultura ebraica attraverso la filosofia, la musica, la letteratura, il cinema e il teatro”.

Daniel Reichel twitter @dreichelmoked