Da Stravinsky a Milhaud, musica
protagonista in sinagoga

IMG-20180617-WA0002 (1)È un programma per pianoforte a quattro mani a concludere la stagione musicale in Sinagoga a Casale Monferrato. Protagoniste dell’ultimo appuntamento domenicale, prima dell’estate, Cristina Laganà e Cecilia Novarino, virtuose della tastiera con una scaletta popolare, accattivante, con un’attenzione anche per i più piccoli ma eseguita con una cura particolare: “Le Carnaval des animaux” di Camille Saint-Saëns (1835-1921), “Five Easy Pieces” di Igor Stravinsky (1882-1971) e Le Bœuf sur le Toit” di Darius Milhaud (1892-1974). Tre autori uniti dal filo rosso dell’ebraismo come vuole la prassi dei concerti nel Tempio piemontese e come spiega il direttore artistico della rassegna Giulio Castagnoli (di cui le due interpreti sono state allieve di composizione). Nel suo “Carnevale” Saint-Saens inserisce il can can di Offenbach, autore ebreo, Strawinsky utilizza spesso temi ebraici nelle sue opere e Milhaud stesso era ebreo. Ma a parte questo esercizio di “gradi di separazione”, il duo dà all’interpretazione la carica giocosa che serve accentuando giustamente gli elementi caricaturali (nell’elenco degli animali non mancano i pianisti ritratti come boriosi esecutori di scale), insomma rendono pesanti gli elefanti e delicati gli animaletti veloci e “liquide” le creature del mondo sottomarino.
E poi dopo la parentesi “impegnata” di Stravinsky (I cinque pezzi facili non sono facili per nulla) c’è tutto il Sud America di Milhaud per terminare questo pomeriggio pieno di musica con temi che sembrano usciti da “I tre caballeros”, ma che invece riflettono perfettamente la concezione musicale scanzonata del “gruppo dei sei” di cui faceva parte il compositore francese. Occorrerà attendere settembre perché la musica ritorni a riempire questo luogo di gente. In fondo come spiega Elio Carmi questa si chiama Sinagoga, ma a Venezia la indicano come “scuola” ed è stata anche una università ebraica, non si offende certamente a chiamarla anche “sala da concerto”.