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Memoria – Storia di famiglia

foaAnna Foa / LA FAMIGLIA F. / Laterza

Il mito e l’eroe, alla lettera niente metafore e iperboli, è Renzo. Aveva appena 24 anni e una lunga militanze antifascista a Torino e poi nell’esilio parigino alle spalle, Renzo Giva, quando nel 1938 cadde in battaglia, in Spagna, in difesa della Repubblica ma anche dell’idea e della prassi di un’Europa antifascista. Renzo era il fratello maggiore di Lisa, che ne parlava spesso (con chi scrive queste righe) come di una persona con le cui virtù era doveroso confrontarsi, sapendo in partenza di perdere il confronto. Lisa, a sua volta, che da adulta aveva preferito usare il cognome del marito, era Lisa Foa, partigiana, prigioniera della banda Koch a Milano, militante del Partito comunista, poi di Lotta Continua e infine sostenitrice delle lotte per la democrazia in Europa centrale. Il marito di Lisa era Vittorio, attivista di prima ora di Giustizia e Libertà, otto anni trascorsi nelle galere del Duce, mentre gli italiani inneggiavano ai successi del regime; poi dirigente sindacale e personalità di prima piano della politica repubblicana e della sinistra in genere. E non è finita, perché il padre di Lisa e suocero di Vittorio, era Michele Giva, chimico, militante socialista, carcerato da Mussolini. Anna Foa, storica, anche lei intellettuale non estranea a polemiche, è figlia di Vittorio e di Lisa, nipote di Renzo e nipotina di Michele. Ora, ha deciso di raccontare le vicende della sua famiglia e prima di tutto della straordinaria coppia dei suoi genitori in un libro di assoluta bellezza formale, di grande coraggio e sincerità e dove svela molti segreti senza pettegolezzi né sensazionalismi. “La famiglia F.” (Laterza, pp. 175, € 16) è una storia esemplare su un’Italia che molti di noi continueranno a sognare.

Wlodek Goldkorn, L’Espresso, 1 luglio 2018