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JCiak – Gal Gadot sarà Hedy Lamarr

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Dopo aver conquistato tutti (tranne i paesi arabi) nei panni di Wonder Woman, Gal Gadot si prepara a calarsi in quelli più complessi di Hedy Lamarr, una delle leggende di Hollywood. La star israeliana sarebbe infatti in trattative con Showtime per una serie destinata a portare sul piccolo schermo la vera storia di una delle dive più affascinanti d’America.
Divenuta celebre per essere apparsa senza veli nel film tedesco Extase (1932), Hedy Lamarr – nata a Vienna in una famiglia ebraica – sfugge alle persecuzioni emigrando negli Stati Uniti. Qui diventa una star del cinema e, grazie a un’intelligenza fuori del comune, cambia il corso della scienza. A lei si deve infatti l’invenzione di un sistema di guida a distanza per siluri escogitato durante la guerra per combattere il nazismo e considerato il precursore del wifi.
Più che per il suo apporto al progresso, Hedy Lamarr è rimasta nell’immaginario collettivo per l’esotica bellezza bruna, i ruoli audaci e gli scandali che hanno accompagnato i suoi ultimi anni. Neanche chi al tempo la affianca sullo schermo sospetta che le sue capacità vadano bene al di là della recitazione. Lo stesso Mel Brooks, intervistato lo scorso anno nel documentario Bombshell a lei dedicato, dichiara di non aver mai saputo che era stata Lamarr a concepire quella tecnologia wifi che ormai è un cardine delle nostre vite.
A ripercorrere la sua carriera cinematografica, in effetti suona strano associare il suo nome agli studi in ingegneria (abbandonati per la recitazione) e alla medaglia Kaplan, la più prestigiosa onoreficienza austriaca per un inventore, ottenuta quando il suo sistema di trasmissione, non più coperto da segreto militare, diventa di dominio pubblico.
Divenuta celebre per il suo nudo in Extase, film d’autore che le conquista applausi a scena aperta al Festival di cinema di Venezia, Hedy Lamarr – nata Hedwig Eva Marie Kiesling – sembra destinata a portarsi dietro quel ruolo per la vita. La scena suscita un tale clamore, che il primo marito ricompra tutte le copie del film in circolazione. Mussolini è però così affascinato dall’attrice da rifiutare di vendere la sua.
Sempre per via di quel nudo il produttore Louis B. Mayer in principio rifiuta di portarla con sè in America. Il gusto puritano del Paese non è pronto per un’attrice con quella reputazione. Lei s’imbarca lo stesso, lo convince e dopo aver cambiato nome imbocca la via del successo intrecciando amori, matrimoni e film – il più celebre, il colossal di Cecil B. De Mille, Sansone e Dalila (1949) – in un’aura di scandalo che l’accompagna fino all’ultimo.
In un inquietante contrappunto, quando Hedy Lamarr ha superato la cinquantina, Extase riaffiora ed è infine distribuito, con tanto di traduzioni, nelle sale americane da cui tanti anni prima era stato bandito per oscenità. E’ il lancio perfetto per l’autobiografia Ecstasy and Me, che subito schizza in vetta alla classifica del New York Times.
Il finale lieto, con i riconoscimenti del mondo scientifico e una vittoria legale che le regala un pugno di milioni, è dietro l’angolo. Nell’attesa Hedy Lamarr attraversa anni desolati. L’età avanza, la carriera declina insieme alla salute, gli amori diventano troppo turbolenti e i soldi sembrano non bastare mai. L’attrice attribuisce il suo sperdimento all’essere sola, straniera, priva di radici. Viene da chiedersi quanto conti in questo malessere l’eco della Shoah, che ha visto dispiegarsi nei suoi effetti di morte in una visita a Vienna.
Non resta che vedere come Gal Gadot, che fisicamente la ricorda, riuscirà a portare sullo schermo questo strano impasto di lustrini e dolore. Il successo sembra però scritto nelle stelle. Era stata proprio Hedy Lamarr a ispirare a Bob Kane il sinuoso personaggio di Catwoman. E dalla donna gatto a Wonder Woman il passo è breve.

Daniela Gross