Italia Ebraica agosto 2018
“Scuola, nuove sfide e progetti”

“Un’esperienza nuova e appassionante. Non pensavo alla mia età e dopo quarant’anni di carriera che mi sarei trovato davanti una nuova sfida. Questa è una scuola che mi ha dato molti stimoli per migliorare”. A parlare è il direttore della Scuola ebraica di Milano Agostino Miele, che a distanza di un anno dalla nomina alla guida dell’istituto, tira con noi le fila del lavoro portato avanti sino a qui. “Abbiamo lavorato nell’ottica di far alzare ancora di più l’asticella della qualità dell’educazione degli allievi”. Per la scuola elementare e per le medie, spiega Miele, sono stati messi appunto dei modelli di valutazione utili a migliorare la didattica. Rispetto alla scuola media, prosegue il direttore, è stato messo a punto un percorso che prende in considerazione il nuovo esame di stato. Con il decreto che applica le nuove regole indicate dalla Buona scuola, infatti, l’esame conclusivo della scuola secondaria di primo grado ha subito importanti modifiche nelle prove e nei criteri di valutazione degli studenti. Anche il test Invalsi ha cambiato pelle (prove al pc e un test in più, quello di inglese) e cambiano le modalità di valutazione che, nelle intezioni del legislatore, vogliono mettere al centro l’intero processo formativo e i risultati di apprendimento al fine di dare più valore al percorso fatto dagli studenti nei tre anni di scuola media. “Alla scuola ebraica stiamo lavorando per prendere in considerazione, dal primo al terzo anno, tutto il periodo formativo non solo dal punto di vista didattico ma anche dal punto di vista di un percorso di crescita dello studente”. Per i più grandi – gli studenti del liceo – ci sono diverse novità, tra cui la possibilità di studiare in un’altra lingua: “Siamo partiti quest’anno con le terze liceo con arte e filosofia in inglese”. Anche sul fronte scientifico ci sono state delle novità, con l’implementazione di un piano dedicato alla matematica e la previsione di un assistente virtuale a domicilio che possa aiutare lo studente nella comprensione. “È una piattaforma che permette di affiancare la formazione svolta in classe, dando un approccio continuativo alla materia”, spiega Miele. Poi è stata prevista l’implementazione del laboratorio di robotica, in cui fin da piccoli potersi cimentare nell’uso dei computer e si è proceduto all’acquisto di un robottino. “Il mio approccio è che sia importante lavorare sul campo, come il caso dei progetti portati avanti per l’alternanza scuola lavoro. I nostri ragazzi hanno avuto la possibilità di recarsi in casa editrice, ad esempio, e hanno apprezzato molto quanto hanno imparato. La formula dello studente come soggetto attivo e non solo passivo, che mette in pratica oltre che ricevere le nozioni, è un approccio in cui credo molto”.
Tante idee, modifiche, che puntano al “percorso di crescita dello studente” visto non più solo “come un numero o un voto”. Importanti anche i progetti per questi mesi, cercando di “raggiungere risultati sempre migliori, di mettere mano al sito della scuola aggiornandolo, curando l’immagine della nostra scuola, già percepita all’esterno in modo positivo e con un’ottima reputazione”. Tra gli obiettivi, cercare di intraprendere il progetto Pon (il Programma Operativo Nazionale del Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca, in cui sono contenute tutte le priorità strategiche del settore scolastico, pensato per le scuole dell’infanzia e quelle del I e del II ciclo di istruzione di tutto il territorio nazionale), sui Fondi Europei, che prima era riservato solo alle scuole statali.
Un altro progetto, dall’approccio molto ebraico, è quello definito da Miele ‘la scuola senza zaino’: “Ovvero l’idea di un cooperative learning, dove gli studenti più bravi aiutino gli altri a studiare, il tutto a scuola. In questo modo responsabilizziamo i ragazzi e permettiamo che si costruisca una maggiore unione all’interno delle classi”. Rispetto all’identità ebraica della scuola, Miele spiega di volerla integre “la cultura ebraica all’interno delle diverse materie: dalla letteratura alla filosofia, fino al diritto: ci sono molti ambiti in cui è possibile farlo”.
Il suo giudizio su questo primo anno di lavoro è molto positivo: “Ho sentito la fiducia del Consiglio e questo è un elemento importante. Sicuramente ho fatto degli errori ma è inevitabile, credo in ogni caso ci sia stata una crescita sia personale che della realtà della scuola ed è questa la direzione giusta”.
Italia Ebraica agosto 2018