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Sanzioni a Orban, l’Ue al voto
e il governo italiano si divide

rass stampaIl Parlamento europeo deciderà oggi se aprire la procedura d’infrazione contro l’Ungheria per violazione dello Stato di diritto dovuto alle politiche del governo Orban contro i migranti, le ong, l’università e la magistratura. La Commissione Affari interni dell’europarlamento ha preparato un documento – redatto dalla deputata verde olandese, Judith Sargentini, – per denunciare le violazioni di Orban che il Corriere definisce un “atto d’accusa devastante”, elencandone i dodici punti principali e sottolineando la preoccupazione espressa per “la libertà accademica e di religione, i diritti dei rifugiati, quelli delle minoranze, compresi ebrei e rom, il diritto alla parità di trattamento tra uomini e donne, i diritti economici e sociali, la tutela della privacy”. Orban, sottolinea il Corriere, ha risposto producendosi ieri “in un j’accuse violento e sprezzante contro ‘le forze in favore dell’immigrazione che vogliono vendicarsi dell’Ungheria’, baluardo dei ‘valori cristiani’ e decisa a difendere le sue frontiere e quelle dell’Unione”. Il Premier ungherese ha elogiato il ministro degli Interni italiano Matteo Salvini e la Lega ha già annunciato che voterà contro la procedura d’infrazione, così come faranno gli europarlamentari di Forza Italia dopo una telefonata tra Berlusconi e Orban. Il Movimento 5 Stelle invece voterà a favore della messa in stato di accusa e si prospetta quindi una ulteriore divisione all’interno del governo italiano.

Israele, tecnologia contro il terrorismo.
“Israele, subito dopo gli Stati Uniti, è il bersaglio più ambito dai gruppi jihadisti, per le ricadute in termini di propaganda che un grande attentato riuscito apporterebbe. Ma né Al-Qaeda né l’Iris sono riusciti finora a sferrare un colpo delle dimensioni degli attacchi negli Usa e in Europa”, sottolinea oggi La Stampa in una riflessione legata all’anniversario dell’11 settembre. Il quotidiano spiega poi come le forze di difesa israeliane abbiano puntato molto sulla tecnologia, costruendo un “sistema integrato di sorveglianza elettronica, il più avanzato al mondo”. A livello internazionale intanto Israele deve far fronte al nuovo tentativo palestinese di utilizzare la Corte penale internazionale dell’Aia per colpirla: l’Anp ha infatti presentato una denuncia alla Corte per “crimini di guerra”, in relazione alla demolizione del villaggio beduino di Khan al Ahmar, in Cisgiordania (Fatto Quotidiano e Avvenire). Intanto l’amministrazione del Presidente Usa Trump ha annunciato la chiusura della delegazione diplomatica dell’Olp a Washington, motivando il provvedimento con il rifiuto palestinese di sedersi al tavolo dei colloqui di pace con Israele. Un nuovo duro intervento americano che mesi fa aveva annunciato il ritiro dal Consiglio per i diritti umani dell’Onu per la sua politica anti-israeliana: una mossa che Fiamma Nirenstein sul Giornale auspica venga seguita dall’Italia.

Perché Corbyn non può essere Premier. “Dovrebbe importare a tutti, e non soltanto agli ebrei, impedire che un uomo così malvagio, così bigotto e così cocciuto possa fare al Paese quello che egli sta facendo al suo partito”, così lo scrittore inglese Howard Jacobson denunciando il comportamento del leader laburista Jeremy Corbyn in un intervento tenuto in Gran Bretagna e tradotto oggi da Repubblica. “Qualcuno – scrive ironico Jacobson, sottolineando l’ipocrisia del leader laburista – si aspetta che io chiami Jeremy Corbyn antisemita. No, non intendo chiamarlo in nessun modo. Lui dice di non essere antisemita. Hamas dice che Corbyn non è antisemita e anche il suprematista bianco David Duke dice che non è un antisemita. A me tanto basta”.

Segnalibro. Sarà presentato venerdì nella Sala Koch dalla presidente del Senato Maria Elisabetta Alberti Casellati e dai vertici di Csm e Cnf il volume “Razza e inGiustizia. – Avvocati e magistrati al tempo delle leggi antiebraiche”, frutto della collaborazioni di diverse realtà, sottolinea oggi il Dubbio, intervistando il consigliere del Cnf Francesco Marullo di Condojanni, autore di uno dei saggi. “Vi si trovano interventi di due presidenti emeriti della Corte costituzionale, Gaetano Silvestri e Riccardo Chieppa, della senatrice a vita Liliana Segre, dell’attuale presidente del Cnf Andrea Mascherin e del presidente emerito Guido Alpa, e ancora di altre figure di primo piano di avvocatura e magistratura, così come della presidente dell’Unione comunità ebraiche italiane Noemi Di Segni”.

Milano, tra storia e dialogo. Prosegue al Memoriale della Shoah di Milano la mostra “1915 | 1918 Ebrei per l’Italia”, realizzata dal Centro di Documentazione Ebraica Contemporanea e inaugurata la scorsa settimana. L’esposizione, curata dal direttore Gadi Luzzatto Voghera e da Daniela scala, rimarrà aperta fino al 4 novembre, come ricorda oggi il Giornale. Il Corriere della Sera invece presenta la maratona di letture sacre che si terrà domenica 16 al refettorio Ambrosiano di piazza Greco dalle 10 del mattino alle 22: protagonisti, “testi di tradizione musulmana e cattolica, ebraica e valdese, induista e cristiano-ortodossa e altri ancora, che hanno formato la coscienza di intere generazioni e che rischiano, a volte per pigrizia e altre per il crescente chiasso circostante, di essere dimenticati”.

Un nuovo volto alla Start-up Nation. “Se una start-up, nata in un nostro incubatore, diventa un player mondiale, espandendosi nella Silicon Valley, mi fa piacere, ma crea posti di lavoro nella Silicon Valley e non in Israele”, spiega a la Stampa Uri Gabai, responsabile della divisione economica dell’Israel Innovation Authority, sottolineando l’importanza della nuova strategia delle autorità israeliane per creare posti di lavoro nel paese. “Israele ha problemi di competitività in molti settori che non sono Ricerca e Sviluppo. Una sfida per noi dell’Authority è colmare il divario. Continueremo a investire sull’istruzione, ma dobbiamo andare oltre, perché vogliamo vedere un vero impatto economico dell’innovazione. Per questo ci vogliono le imprese tradizionali, quelle che chiamiamo complete companies”.

Pisa, la stupidità ignota. Svastiche e insulti antisemiti sono stati lasciati su un tavolino nel foyer del Teatro Rossi Aperto (TRA) di Pisa, racconta il Corriere Fiorentino oggi. “Rifiutiamo e denunciamo questo gesto, ne condanniamo fermamente lo spirito razzista e antisemita”, afferma Marica Setaro dell’associazione Teatro Rossi Aperto. Ignoti al momento i responsabili.

Daniel Reichel twitter @dreichelmoked