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…leader

Secondo rav Joseph B. Soloveitchik (La solitudine dell’uomo di fede, Belforte 2016) la struttura del potere che prende forma nell’esodo e durante i 40 anni nel deserto è sostanzialmente duale. “Misericordia e pace, questo è Aronne; verità e giustizia, questo è Mosè”. Commenta Massimo Giuliani (La giustizia seguirai, Giuntina 2016) sulla scorta di Soloveitchik: “Assurgendo a livello di principi-ideali, le figure contrapposte ma complementari dei due leader che guidano i discendenti di Giacobbe fuori dall’Egitto sono un’emblematica incarnazione della middat hadin, Mosè la giustizia, e Aronne della middat harachamim, la misericordia”. Rigore della giustizia e giustizia della verità, di cui è portavoce Mosè, devono naturalmente convivere con “un amore che non discrimina neppure sulla base del merito e che abbraccia, quasi ciecamente, chiunque si lasci abbracciare”, rappresentato da Aronne. Ardua è però la mediazione tra Mosè e Aronne, come sa bene Arnold Schönberg, che pure ha rappresentato l’incontro e lo scontro tra i due fratelli e tra quello che ai suoi occhi rappresentano nel “Moses und Aron”, una delle opere più significative scritte in forma dodecafonica, articolata su una serie unica da cui scaturisce, tramite il meccanismo della variazione, l’intera materia cromatica. A dar vita al confronto tra Mosè e Aronne ecco dunque la dodecafonia, composizione con dodici note, diverse eppure con un centro unificante: proprio come le dodici tribù di Israele raccolte intorno ai due leader, diverse l’una dall’altra eppure con così tanto in comune.

Giorgio Berruto