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Un anno per la qualità

Screen Shot 2018-09-13 at 16.47.13Viene spesso sottolineato e spiegato che la Torah e tutti i suoi dettagli sono un Horaa che significa “istruzione”, servono come indicazioni per la nostra vita quotidiana. Le nostre festività contengono i concetti più importanti e generali, ogni festività in base al suo contenuto. Pesach, la Stagione della liberazione, ci dà un’idea del significato della vera libertà; Shavuoth – la Stagione del dono della nostra Torah – principalmente ci insegna il significato della stessa; Succot, la stagione della nostra gioia, ci ispira con profondo sentimento e percezione la vera Simcha (gioia).
Rosh HaShanah che commemora la Creazione del mondo, fornisce un concetto generale riguardo la creazione e il destino dell’universo.
1) Guardare la qualità e non la quantità: 2) Riconoscere e dare valore alle nostre azioni.
Rosh HaShanah è stato designato come il “giorno dell’inizio delle tue opere”. Ci si pone immediatamente la domanda: in realtà Rosh HaShanah corrisponde al sesto giorno della Creazione?
La risposta è stata data dai nostri Saggi dalla memoria benedetta: in quanto l’uomo è lo scopo ultimo e la ragione d’essere di tutti gli esseri dell’Universo, e poiché con la creazione dell’uomo l’intera Creazione è stata completata e realizzata, l’uomo in effetti incarna l’intera Creazione, come se prima di lui non fosse stato creato nulla.
L’ordine nella scala di tutte le cose create, (dove le sostanze inorganiche superano le piante, e le piante sono più numerose degli animali, e il minoritario è l’uomo), si basa sulla considerazione della quantità. Tuttavia, quando si considera la qualità, l’ordine si inverte: la materia inorganica, che non ha segni di vita e di locomozione, è in fondo alla scala; sopra è il mondo delle piante, dotato di crescita ma privo della vitalità e del movimento degli animali; più alto è ancora il mondo degli animali, che, poiché gli animali non possiedono l’intelletto umano, è inferiore all’uomo, la più alta di tutte le creature. Infatti, anche se un animale ha un proprio intelletto, l’intelletto animale non è fine a se stesso, ma un servitore la cui funzione è di servire i bisogni naturali dell’animale. L’intelletto umano, tuttavia, a condizione che la persona conduca se stesso come un essere umano e non come un animale, è anche, e principalmente, un fine in sé. Inoltre, l’intelletto umano raggiunge il suo obiettivo e il suo compimento non quando serve come strumento per la gratificazione dei bisogni fisici, come nel caso degli animali, ma, al contrario, quando tutte le funzioni naturali come mangiare, bere e come diventare servi dell’intelletto, in modo che la persona possa essere in grado di elevarsi sempre più in alto in attività intellettuali e spirituali.
Tuttavia, questo non è proprio il vero compimento dell’essere umano. Il vero adempimento si ottiene quando l’intelletto lo porta a realizzare che c’è qualcosa di più elevato dell’intelletto, così che l’intelletto “si arrende” completamente a ciò che è più alto dell’intelletto.
L’adempimento umano più elevato e spirituale vengono raggiunti quando l’intelletto riconosce che l’uomo, e l’intera Creazione devono arrivare ad una devozione totale verso il Creatore dell’universo e Maestro di tutto e di tutti.
Quindi anche se a priori in quantità il uomo parlante è minoritario agli altri esseri, in qualità prende posto al livello massimo della creazione. Le doti intellettuali donatigli dal creatore permettono al uomo di elevarsi e di saper riconoscere l’esistenza elevata di Hakadosh Baruch Hu che và al di sopra di ogni comprensione razionale. La forza dell’uomo e le sue capacità concesse rendono noi esseri umani il centro della creazione lo scopo del creato. Non sottovalutiamo le nostre forze e nostre qualità ma prendiamo tempo per assorbire e assimilare il messaggio di Rosh HaShanah: siamo la qualità e il centro del creato. Le nostre azioni hanno peso e influenza nel positivo e nel suo opposto . Riconosciamo le nostre potenzialità e eleviamoci spiritualmente tramite il compimento della torah e le mitzvoth. Continuiamo e trasportiamo la spiritualità e tradizione millenaria nelle nostre famiglie permettendo così l’ebraismo di vibrare e continuare la storia. Siamo noi che portiamo la differenza e sono le nostre azioni personali che tracceranno e marcheranno la storia ebraica delle prossime generazioni. Sicuramente le buone azioni di ognuno di noi saranno un merito decisivo per poter meritare una
Shana tovah umetukah, un anno buono e dolce materiale e spirituale.

Rav Yosef Labi, rabbino di Verona

(14 settembre 2018)