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“Leggi razziste, scusarsi è facile
impediamo che accada ancora”

rassegnaGrande attenzione sui quotidiani (Corriere, Repubblica, Nazione) per la Cerimonia del ricordo e delle scuse tenutasi ieri a Pisa, in cui l’Università italiana ha riconosciuto e chiesto scusa per il connivente silenzio dell’Accademia di fronte alle Leggi razziste del 1938. “Troppo facile chiedere scusa, ma dobbiamo avere la forza di non cedere a nuove inique ragioni di Stato, di carriera, di quieto vivere”, le parole del rettore dell’Università di Pisa Paolo Mancarella. “Accogliete e condividete, nelle prassi e nei regolamenti interni degli atenei, la definizione operativa di antisemitismo elaborata all’International Holocoust Remebrance Alliance. Poi attivate corsi e studi sulla cultura ebraica”, l’invito dal palco della cerimonia – richiamato dai giornali – della Presidente dell’Unione delle Comunità Ebraiche Italiane Noemi Di Segni. Sul Fatto Quotidiano Salvatore Settis sottolinea l’utilità delle scuse come argine attuale al riemergere dell’antisemitismo, a “rigurgiti e deliri di tal fatta, sempre in agguato negli angoli bui del Paese” che “trovano il coraggio di affacciarsi alla ribalta in questi ultimi mesi perché credono di aver trovato un favorevole terreno di coltura nella sfacciata xenofobia del nostro attuale ministro dell’Interno e nella svolta a destra ferocemente identitaria di altri governi europei”.

Inge Feltrinelli (1930-2018). “Inge Schönthal era nata nel 1930 a Essen, in Germania, da un padre, di famiglia ebrea, direttore di una grande industria tessile. Ricordava che, il mattino seguente alla Notte dei cristalli, papà la portò a vedere le macerie fumanti della sinagoga”. Si apre così il ritratto sul Corriere della Sera di Inge Feltrinelli, mecenate e imprenditrice, scomparsa ieri all’età di 87 anni. Tanti i quotidiani che la ricordano: “in tempi di antisemitismo, ricordo che è stata una grande italiana e una grande europea che ci ha fatto l’onore di vivere nel nostro paese”, scrive Furio Colombo sul Fatto. “Una signora libera che saltava salotti e prime alla Scala”, la descrizione della Feltrinelli di Natalia Aspesi su Repubblica. Un piccolo affresco della vita newyorchese di Inge Feltrinelli è invece quello fatto da Gianni Riotta su La Stampa.

Israele-Russia, tensioni per un aereo abbattuto in Siria. L’esercito israeliano ha spiegato a Mosca che le responsabilità dell’abbattimento di un aereo russo che volava sopra la Siria sono della contraerea siriana, non dei suoi F-16. “In effetti – scrive La Stampa – è emerso che la batteria di S-200 che ha lanciato il missile non aveva il dispositivo che permette di distinguere gli aerei nemici da quelli amici. intervenuto anche il presidente siriano Bashar alAssad, per dare la colpa a Israele, ma intanto il battaglione che gestiva la batteria è finito sotto inchiesta. Ora l’obiettivo di Mosca è evitare che si ripeta l’incidente. Israele ha offerto un più stretto coordinamento, anche se il premier Benjamin Netanyahu ha ribadito che i raid anti-iraniani continueranno”. La Russia ha però chiuso lo spazio aereo e marittimo fra Siria e Cipro di fatto istituendo una nofly-zone per l’aviazione israeliana. “Le tensioni sono destinate a rimanere. Israele ha allargato il suo raggio d’azione al Noni dopo che Mosca non ha mantenuto la promessa di far ritirare le milizie sciite e Pasdaran a 100 chilometri dal Golan. E il raid di lunedì notte ha preso di mira perla prima volta Lattakia, a soli 30 km dalla base aerea russa di Hmeimim”.

Chi era Margherita Sarfatti. Si aprono a Milano e a Rovereto le due mostre dedicate alla complessa figura di Margherita Sarfatti: “una tra le figure più importanti del Novecento italiano e non solo”, ha sottolineato ieri l’assessore alla Cultura del Comune di Milano Filippo Del Corno, ricordando come sia un peccato che buona parte del pubblico la ricordi solo per essere stata l’amante di Mussolini (il Giornale per raccontare la mostra milanese oggi titola “L’amante ebrea di Mussolini che scoprì l’arte di Lautrec).

Sukkot. Sull’inserto Torino Sette de La Stampa la spiegazione ai lettori della festa ebraica di Sukkot a firma di Daniele Silva. “Il nome ricorda l’utilizzo da parte del popolo ebraico, durante i quarant’anni di esilio nel deserto, di abitazioni precarie . Ogni famiglia o comunità deve costruire la propria capanna all’esterno, secondo regole dettate dalla Torah”.

Daniel Reichel twitter @dreichelmoked