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Israele, caccia al terrorista

rassegnaContinua in queste ore la grande operazione delle forze di sicurezza israeliane in Cisgiordania per catturare il terrorista palestinese che ieri ha fatto irruzione negli uffici dell’Alon Group, nella zona industriale Barkan, e ucciso Kim Levengrond Yehezkel, 28 anni, e Ziv Hajbi, 35. “Quello di ieri mattina – sottolinea La Stampa – è stato uno dei più gravi attacchi terroristici da mesi e preoccupa ancor più le autorità israeliane perché per la prima volta è stata colpita una ‘oasi di pace’, un grande parco industriale che dà lavoro a migliaia di persone, ebrei e palestinesi, e finora era stato risparmiato dal conflitto”. Il presidente israeliano Reuven Rivlin ha condannato l’attacco “non solo contro persone innocenti ma anche alla possibilità della coesistenza pacifica fra israeliani e palestinesi”.

Le ronde, pagliacciate pericolose. Parlando delle ronde organizzate dai neofascisti di Forza Nuova sui treni Milano-Bergamo, l’editorialista del Corriere Pierluigi Battista le definisce pagliacciate pericolose. “Dovrebbero smetterla con questo spettacolo delle «ronde», che gli squadristi non sono i benvenuti, che nessuno li ha chiamati, che il tema della sicurezza dei treni esige un’adeguata risposta dello Stato. Che il surrogato squadrista non compensa nessuna assenza, ma aggiunge arroganza a prepotenza, pericolo a pericolo. Questo è il fascismo vero, reale, agitato come bandiera dagli stessi squadristi, che una società democratica non dovrebbe tollerare”. A proposito di fascismo, sul Foglio Adriano Sofri analizza la retorica presente nell’attuale maggioranza, associandola a quella del Ventennio.

Francia, Italia, i venti xenofobi di ieri e di oggi. Repubblica intervista l’ex ministro della Cultura francese Jack Lang, amico personale di Mitterand, che si dice preoccupato per il clima in Italia. “La Francia e l’Europa sono colpevoli di non avere aiutato sufficientemente il vostro Paese sull’immigrazione. – riflette Lang che definisce come brutale e volgare il ministro Salvini – Doveva esserci più solidarietà. Detto questo, non è un motivo per aggredire, insultare gli stranieri. Gli italiani dovrebbero avere un po’ di memoria”. Ovvero?, chiede il giornalista: “Sa come venivano chiamati a Marsiglia all’inizio del Novecento? I rospi. E sa cosa diceva Maurice Barrès, scrittore di destra, xenofobo, per attaccare Emile Zola durante l’affaire Dreyfus? – chiede Lang, in riferimento alla famosa difesa di Zola contro l’antisemitismo riversatosi su Alfred Dreyfus – Sottolineava il colore olivastro della sua pelle e lo incitava a “passare le Alpi”, per tornarsene nel paese d’origine, l’Italia. Oggi l’opera di Zola fa parte del patrimonio nazionale. Così come il nome di tanti altri immigrati che hanno forgiato il nostro Paese. Abbiamo avuto anche noi pagine buie della nostra storia, ma ne siamo sempre usciti. Sono fiducioso: accadrà anche all’Italia”.

Roma, cinema nel segno della Memoria. Nell’anno dell’anniversario delle Leggi razziste, la Festa del Cinema di Roma (18 – 28 ottobre 2018) dedica – come riporta oggi La Stampa – la sezione “Per non dimenticare” alle pagine più buie del Novecento con la proiezione di tre pellicole: 1938 – Quando scoprimmo di non essere più italiani di Pietro Suber , scritto con Amedeo Osti Guerrazzi, e prodotto da Blu Film, Istituto Luce Cinecittà con Rai Cinema, La razzia – Roma, 16 ottobre 1943 di Ruggero Gabbai, scritto da Marcello Pezzetti e Liliana Picciotto e prodotto dalla Fondazione Museo della Shoah con Rai Cinema, Who Will Write Our History, l’ultimo film scritto e diretto da Roberta Grossman, prodotto da Nancy Spielberg. Inoltre la rassegna renderà omaggio al regista di Shoah Claude Lanzmann, scomparso l’estate scorsa, proiettando Sobibor-14 ottobre 1943. Rispetto al film di Suber sulle Leggi razziste, la Stampa spiega che lo spunto del documentario è stata “la vicenda delle lettere di padre Pietro Tacchi Venturi, segnalata alla produzione da Benedetto De Benedetti, Presidente Fondazione De Benedetti Cherasco 1547, che assieme alla Compagnia di San Paolo e all’Archivio Terracini di Torino ha contribuito alla realizzazione del film. L’influente gesuita, ambasciatore informale del Vaticano presso Mussolini (e forse suo confessore) con la caduta del Fascismo scrive una lettera al segretario di Stato, il cardinal Maglione, in cui suggerisce di mantenere le leggi razziali”.

L’ebraismo di Corto Maltese. Tante le iniziative in preparazione in tutta Italia per la nuova edizione della Giornata della Cultura ebraica, che andrà in scena domenica 14 ottobre. A Roma, tra gli eventi principali promossi dalla Comunità ebraica capitolina, l’inaugurazione della mostra a Palazzo della Cultura, All’ombra della menorà. Le origini ebraiche di Corto Maltese, curata dallo storico Samuele Rocca. “Corto Maltese è un uomo di mondo, cosmopolita, che ha ottimi rapporti con tutte le religioni, dagli sciamani dell’Abissinia ai frati francescani – spiega Rocca al Messaggero Roma – Certo è però che sua mamma è un’ebrea gitana di Cordova, talmente bella che il pittore Ingres se ne innamorò, e nell’ebraismo la discendenza è matrilineare. In più ha studiato con l’amante di sua madre, il rabbino sefardita Ezra Toledano che lo ha iniziato alla Torah e alla Cabala. Non sappiamo se abbia fatto il Bar mitzvah (la maggiorità dei bambini ebrei, a 13 anni, ndr.), ma in molte tavole viene presentato con il tallit, lo scialle di preghiera bianco e azzurro, a dimostrazione di una sua consuetudine con questo ambiente”

La festa di Moshe Kantor a Firenze. La Nazione racconta la scelta di Moshe Kantor, magnate russo, filantropo e presidente dell’European Jewish Congress, di festeggiare il suo sessantacinquesimo compleanno a Firenze, nello storico teatro fiorentino della Pergola. Il sindaco Dario Nardella ha inoltre consegnato a Kantor le Chiavi della Città, uno dei massimi riconoscimenti pensati per gli ospiti illustri.

Germania, i trucchi dell’Afd. “L’AfD è un partito antidemocratico e largamente di destra radicale in cui l’antisemitismo e la negazione della Shoah sono di casa”, è quanto scrivono 17 organizzazioni ebraiche tedesche ribadendo la loro opposizione al partito di estrema destra, che poche settimane fa, riporta il Giornale, ha manifestato a Chemnitz contro gli stranieri al fianco di hooligan e neonazisti. Il quotidiano parla anche di una presunta sezione ebraica dell’AfD, appena creata e che conta 20 membri in tutto: un tentativo malriuscito per cercare di ripulire l’immagine del partito.

Daniel Reichel twitter @dreichelmoked