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Setirot – Paragoni dolorosi

stefano jesurumParagoni dolorosi. Ovvero: si può essere un paese a guida fortemente conservatrice senza per questo essere pessimo come il nostro. Per dire: da noi c’è un ministro per la Famiglia, Lorenzo Fontana, che propose di abolire la Legge Mancino; sono in parecchi a strizzare l’occhio agli xenofobi più o meno organizzati e ai fascisti di Casa Pound e Forza Nuova; poco o nulla si fa contro i crescenti episodi di violenza razzista.
Accade invece che nell’Inghilterra della signora Theresa May – per intenderci, la Brexit – Scotland Yard apra una indagine formale per appurare se nel Labour Party siano stati commessi «crimini d’odio» nei confronti degli ebrei. E sì che la grande formazione della sinistra british è sempre stata molto “ebraica”, però con la segreteria di Jeremy Corbyn il clima interno si è fatto assai diverso e il distacco tra Comunità e Partito di giorno in giorno più profondo. Chi non ricorda la partecipazione di JC a una commemorazione per i terroristi di Settembre Nero o l’audio in cui diceva «i sionisti non capiscono il senso dell’umorismo inglese, anche se hanno passato tutta la vita in Gran Bretagna»? Va detto che Cressida Dick, la capa della polizia, ha tenuto a precisare che sotto inchiesta non è il Labour in sé ma alcuni “casi” specifici (sui quali la leadership corbyniana ha chiuso entrambi gli occhi).
Insomma, come dire? La serietà e la civiltà di una nazione si valutano anche da questi “dettagli”.

Stefano Jesurum, giornalista

(8 novembre 2018)