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Vienna, vertice Kurz-Netanyahu
per parlare di antisemitismo

rassegnaIl cancelliere austriaco Sebastian Kurz ha annunciato mercoledì che il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu verrà a Vienna a fine mese per partecipare ad una conferenza incentrata sulla lotta contro l’antisemitismo. L’incontro del 20 e 21 novembre riunirà rappresentanti dei paesi membri dell’UE e di Israele, nonché di organizzazioni ebraiche americane ed europee. L’ultima volta che un primo ministro israeliano ha visitato l’Austria, riportano i quotidiani israeliani, è stato più di 21 anni fa. “Dobbiamo sempre ricordare la nostra responsabilità storica e fare tutto ciò che è in nostro potere per combattere ogni forma di antisemitismo”, il messaggio affidato ai social del cancelliere austriaco. Della situazione in Austria parla il deputato Martin Engelberg, vicino a Kurz e membro della Comunità ebraica austriaca, intervistato oggi dal Foglio. Secondo Engelberg, che ha difeso l’accordo tra il cancelliere e l’estrema destra del Partito della Libertà, in Austria “l’antisemitismo classico è in netto calo mentre il pregiudizio cresce presso la minoranza musulmana”. “Da sostenitore della maggioranza di governo, il deputato sottolinea che la presenza di Netanyahu a Vienna sarà un segnale di particolare rilievo. – spiega il Foglio – Israele e Austria hanno rapporti cordiali ma tradizionalmente freddini”.

A 80 anni dalla Notte dei Cristalli. Ottant’anni fa sui territori sotto il controllo nazista si scatenarono i pogrom antiebraici. Vennero colpite sinagoghe, case e botteghe in quello che è considerato il primo atto della Shoah. “Tra il 9 e il 10 novembre 1938, ottant’anni fa, ebbe luogo il più violento pogrom che fino ad allora si fosse verificato nel Terzo Reich: la Kristallnacht, ovvero la “Notte dei cristalli”, che comportò l’attacco sistematico alle proprietà e ai luoghi di culto della comunità giudaica, dilagato dalla Germania, all’Austria e alla regione ex cecoslovacca dei Sudeti da poco occupata dalle truppe di Hitler”, ricorda Avvenire. In questo tragico anniversario la Comunità ebraica di Torino – riporta la Stampa – per tutta la notte tra stasera e domani terrà le luci della sinagoga accese in ricordo delle luci che allora furono spente.

Trump e i risultati del Midterm. Secondo il presidente Usa Donald Trump – che ieri ha fatto dimettere Jeff Session, suo segretario alla Giustizia – alle elezioni di midterm, in cui i democratici hanno riconquistato la Camera dopo otto anni, i Repubblicani “sono andati oltre le aspettative”, confermando il controllo del Senato. Nel corso di una conferenza stampa, interrogato dai giornalisti sul tema dell’estremismo di destra e sull’attacco antisemita a Pittsburgh, Trump ha detto che rifiuta il suprematismo bianco e l’antisemitismo, ma – scrive l’agenzia ebraica Jta – “non ha detto come neutralizzerebbe questi fenomeni e ha respinto con rabbia le accuse che la sua retorica sia divisiva”. Intanto, secondo un sondaggio commissionato da GBA Strategies (ente legato ai democratici) il 75 per cento degli ebrei americani ha votato democratico. “Gli ebrei americani gli hanno voltato le spalle”, l’interpretazione di Fiamma Nirenstein sul Giornale che difende il presidente Usa “dopo le tante, sostanziali prese di posizione di Trump favorevoli a Israele”.

Jewish jazz protagonista a Roma. “Far conoscere il Jewish Jazz, la parte del repertorio jazz che ha subito influenze ebraiche e raccontare il suo essere multiculturale”, è l’obiettivo di Gabriele Coen e dei quattro appuntamenti che a partire da questa sera andranno in scena al Centro Bibliografico dell’Unione delle Comunità Ebraiche Italiane. Quattro serate che, spiega Coen al Messaggero Roma, “sono delle guide all’ascolto sul rapporto tra Jazz e musiche ebraiche da Benny Goodman fino a John Zorn”.

Il Network Ospedale Israelitico. Più tecnologia e quattro poli “super-specializzati”, è l’obiettivo legato al rilancio dell’Ospedale israelitico di Roma. “Grazie alla valorizzazione delle sue quattro strutture dislocate sul territorio romano prende vita il Network Ospedale Israelitico – riporta il Messaggero Roma raccontando il progetto – dove ognuna delle sedi viene caratterizzata da specifici servizi per la salute dei cittadini”.

Polemiche su Macron. Il collaborazionista Philippe Pétain, fu un “grande soldato durante la Prima guerra mondiale”, che poi “ha fatto scelte funeste durante la seconda”. Ad affermarlo, il presidente francese Emmanuel Macron, fortemente criticato per questa sua uscita. “L’unica cosa che ricorderemo del maresciallo – ha sottolineato Francis Kalifat, presidente delle Comunità ebraiche di Francia – è che è stato, a nome del popolo, giudicato indegno di essere francese al processo del luglio 1945” (La Stampa).

Fico querela Libero. Il presidente della Camera Roberto Fico ha annunciato che querelerà Libero per il titolo di prima pagina del 7 novembre che, in riferimento all’incontro della terza carica dello Stato con l’ambasciatrice palestinese Mai Alkaila, recita: “Il presidente della Camera a gas, Fico si avvicina ai terroristi palestinesi”. Un titolo che oggi il giornale rivendica.

Antisemitismo e labour. Secondo Gideon Falter presidente della Caa, Campaign Against Anti-Semitism, – ospiete a Bruxelles della conferenza annuale della European Jewish Association- molti ebrei britannici starebbero valutando di lasciare il paese a causa dell’atteggiamento antisemita del Labour sotto la guida di Corbyn (Libero).

Daniel Reichel twitter @dreichelmoked