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Un compositore e i suoi due mondi

“Sospeso tra due mondi” è il titolo dato alla manifestazione con cui il Conservatorio Luigi Cherubini, che lo aveva avuto tra i suoi allievi, unitamente all’Opera del Tempio Ebraico di Firenze, ha voluto ricordare il compositore Mario Castelnuvo Tedesco a cinquant’anni dalla sua scomparsa ed a ottant’anni dalla sua forzata partenza per gli Stati Uniti.
Al saluto degli organizzatori, il direttore del conservatorio Paolo Zampini e il presidente dell’Opera del Tempio Ebraico Renzo Funaro, e della presidente della Comunità ebraica fiorentina Daniela Misul, hanno fatto seguito le commosse parole di Costanza Castelnuovo Tedesco, nipote di un fratello del musicista e ora consigliera della Adei riprendendo le antiche tradizioni di famiglia di attiva partecipazione alla vita comunitaria.
IMG_20181216_173838Il concerto si è svolto nella splendida sala dove nel 1945 furono accolti gli ebrei fiorentini per Pesach e risonarono le preghiere che tanto hanno ispirato il Maestro; le musiche per organo scritte nell’esilio americano sono state magistralmente suonate da Livia Mazzanti e via via introdotte da brani letti con grande sentimento da Emanuele Carucci Viterbi e opportunatamente scelti dal dall’autobiografia pubblicata postuma nel 2005 con il titolo “Una vita di musica”.
Discendente di Salomone Amadio Castlenuovo, venuto da Siena come insegnante di dottrine ebraiche e per anni in funzione di rabbino di Firenze, Mario era cresciuto in una famiglia di forti sentimenti ebraici ed era particolarmente legato al nonno materno Bruto Senigaglia, uomo molto pio e musicista; nel suo libro dichiara apertamente il suo ebraismo – “non sono un osservante ma sempre un credente” – aggiungendo di considerare “la musica strumento di fede”.

Lionella Viterbo