“Nessun giudizio, parlano le testimonianze”
“Non credo di esagerare se dico che esistono pochi musei ebraici al mondo che non abbiano mai preso negli scorsi anni in considerazione l’ipotesi di dedicare una grande mostra alla Kabbalah. Lo studioso israeliano Joseph Dan ha sottolineato la meravigliosa ironia del fatto che uno degli aspetti più inaccessibili del pensiero ebraico, il complesso insegnamento mistico della Kabbalah, abbia potuto conquistare una così larga popolarità. E questo non avviene solo negli ambienti ebraici, perché non ebrei coinvolti nel mondo cabalistico hanno finito per coinvolgere milioni di seguaci, entusiasti e a loro modo presi da una fede che trae ispirazione dalle sorgenti del pensiero ebraico”. Il lavoro di allestimento è appena terminato e Emile Schijver, a capo del prestigioso Museo ebraico di Amsterdam, si ferma a tracciare un primo bilancio, passa per le sale allestite a Vienna e valuta la riuscita dell’esposizione che è poi destinata a trasferirsi nella capitale olandese. “Nella nostra mostra – spiega – abbiamo deliberatamente scelto di evitare una prospettiva giudicante riguardo ai diversi approcci al mondo della Kabbalah, e in realtà non abbiamo accettato nemmeno di innalzare barriere per definire che cosa possa essere effettivamente legittimato a richiamarsi all’universo religioso autentico della mistica ebraica e cosa si sia aggregato in un modo o nell’altro in maniera meno legittima. Abbiamo piuttosto scelto di mostrare oggetti originali provenienti dalla ricca tradizione della Kabbalah assieme a tante altre testimonianze, specialmente, ma non esclusivamente, opere d’arte contemporanee che hanno tratto ispirazione dalla Kabbalah in una maniera o nell’altra. Questo approccio ci consente adesso di offrire un’esperienza al visitatore scandita su differenti livelli. I visitatori della mostra e i lettori del grande catalogo che la accompagna sono introdotti alla conoscenza dei principali testi, autori, concetti e principi della mistica. Ma allo stesso tempo sono messi in grado di affrontare l’esperienza del grande impatto che la Kabbalah ha comportato sulla vita ebraica attraverso i secoli. Oggetti d’arte contemporanea e manufatti che spaziano dall’architettura alla pittura alla scultura e alla video art acquisiscono in questo contesto una dimensione nuova che va ben al di là del loro impatto estetico. Inoltre – aggiunge Schrijver – la mostra getta nuova luce sulla cultura popolare che si è sviluppata attorno alla mistica ebraica”. Ma l’esperienza di questa collaborazione non è stata utile solo a generare questa mostra straordinaria. Ha sperimentato anche un modello di cooperazione che potrebbe segnare la svolta dei grandi musei ebraici europei. “Il nostro progetto – conclude Emile Schijver – ha cominciato a prendere corpo nell’ambito del Museo di storia ebraica quando si è presentata un’opportunità di concorrere per un finanziamento della Rothschild Foundation Hanadiv Europe per condurre una ricerca preparatoria per una mostra che coinvolgesse progetti di collaborazione fra diversi musei ebraici in Europa. Eravamo informati che a Vienna si stava prendendo in considerazione una grande iniziativa dedicata alla Kabbalah e non appena abbiamo ricevuto la conferma della disponibilità del finanziamento i due musei hanno deciso di unire le loro forze. Siamo orgogliosi di poter collaborare con il Museo ebraico di Vienna, una delle istituzioni leader in Europa nel nostro campo e un museo con una reputazione impeccabile e un’impressionante capacità di elaborazione culturale”.
Dossier Kabbalah, Pagine Ebraiche Dicembre 2018