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MEMORIA Il vocabolario per conoscere la Shoah

brutTal Bruttmann, Christophe Tarricone / LE 100 PAROLE DELLA SHOAH / Giuntina

La Shoah occupa un posto centrale nella storia del ‘900, e nell’intera storia umana, per la gravità, l’ampiezza, la scientificità dei crimini contro l’umanità commessi.
C’è però grande differenza fra come la studiano gli storici e come ne parla il grande pubblico. Molti termini, quando si parla di Shoah, sono spesso usati a sproposito, in una materia che, per importanza non solo storica ma anche “valoriale”, sarebbe opportuno definire con la maggiore esattezza possibile.
Gli studiosi Tal Bruttmann e Christophe Tarricone si propongono di definire con il più grande rigore scientifico, in questo interessante “glossario” edito da Giuntina, termini e nozioni che, sotto vari aspetti, sono “fuorvianti”.
Che differenza c’è tra l’espressione “centro di messa a morte” e “campo di sterminio”? I termini “Shoah” e “Olocausto” sono dei sinonimi, oppure hanno significati molto diversi? Che cosa implica realmente il concetto di Lebensraum, in tedesco lo “spazio vitale”? Facendo il punto sul vocabolario, ma anche sui protagonisti, i luoghi e le fonti, queste cento parole tentano di approfondire, con esattezza, eventi storici che hanno segnato uno spartiacque nella storia umana.
Un testo molto utile, in questi giorni di celebrazioni in cui si invoca l’importanza della precisa conoscenza storica e dell’approfondimento.

Marco Di Porto