Netanyahu-Putin, il nuovo incontro
Il premier israeliano Benjamin Netanyahu ha ufficializzato il suo incontro a Mosca, il 21 febbraio, con il presidente russo Vladimir Putin. Al centro dell’incontro, la minaccia iraniana e i suoi tentativi di stabilire una presenza militare in Siria. “Abbiamo bloccato in molti modi questa avanzata e siamo costantemente impegnati nell’impedire – ha detto Netanyahu in conferenza stampa – all’Iran di creare un altro fonte di guerra contro di noi dall’altra parte delle Alture del Golan”. Nel vertice con Putin si parlerà anche del miglioramento del coordinamento di sicurezza tra gli apparati militari di Russia e Israele in Siria. Tra i due leader è il primo incontro dall’abbattimento per errore di un aereo militare russo il 17 settembre scorso, durante un raid israeliano (La Stampa).
Usa, lo Stato dell’Unione. I quotidiani italiani tornano oggi sul discorso del presidente Usa Donald Trump sullo Stato dell’Unione. “In versione bipartisan lancia due proposte ai democratici: una politica keynesiana di grandi opere pubbliche e un intervento su Big Pharma”, scrive Repubblica sottolineando come l’intervento di Trump da una parte abbia invocato l’unità su alcuni temi e dall’altra sia risultato divisivo su argomenti spinosi come l’immigrazione. Qui Trump si è detto “determinato più che mai a costruire il Muro al confine col Messico” ed è stato “sprezzante sulle inchieste giudiziarie che lo riguardano”, definendole “ridicole e faziose”. Il presidente ha anche annunciato, sottolinea il Corriere, il “secondo vertice tra il presidente americano e il leader della Corea del Nord, Kim Jong-un: si farà in Vietnam il 27 e il 28 febbraio”.
Gli ospiti al Congresso. Tra coloro che erano presenti al Congresso in qualità di ospiti La Stampa ricorda: “Judah Samet, 81 anni e originario dell’Ungheria, è sopravvissuto tanto all’Olocausto, sfuggendo alla morte a Bergen Belsen, quanto all’attacco dell’ottobre scorso contro la Tree of Life Congregation di Pittsburgh, perché era arrivato quattro minuti in ritardo. Timothy Matson invece è il poliziotto che era accorso per fermare la strage, ed è stato ferito sette volte mentre cercava di fermare il killer. Trump ha usato questa tragedia per sottolineare il pericolo dell’antisemitismo risorgente, e insieme esaltare il meglio dello spirito americano nelle forze dell’ordine”. Presente al Congresso anche “Joshua Kaufman, 90 anni, deportato a Dachau dove era stato costretto a rimuovere i cadaveri degli ebrei uccisi nelle camere a gas con il Zyklon B”.
Fine vita, documento condiviso. Sull’Osservatore Romano viene ricordato il “Manifesto interreligioso dei Diritti nei Percorsi di Fine Vita”, presentato a Roma negli scorsi giorni con la partecipazione di rappresentanti di diverse religioni per l’UCEI l’impegno è stato sottoscritto dalla Presidente Noemi Di Segni, accompagnata dal vicepresidente Giorgio Mortara e dal Consigliere Guido Coen). “Il manifesto interreligioso – scrive il quotidiano cattolico – afferma fra l’altro la necessità di assicurare il diritto del malato a disporre più liberamente del proprio tempo anche nelle strutture sanitarie; al rispetto della propria religione; a ricevere servizi orientati al rispetto della sfera religiosa, spirituale e culturale; alla presenza del referente religioso o assistente spirituale; all’assistenza di un mediatore interculturale”.
Abramo e le tre religioni monoteiste. La Stampa ospita oggi le riflessioni sul ruolo di Abramo nell’Ebraismo, nel Cristianesimo e nell’Islam di Gabriel Levi. “Queste riflessioni e questa viva memoria sono ben attuali,- scrive Levi – ancor più in questi giorni in cui papa Francesco e l’imam Al Tayyib con la loro dichiarazione hanno fatto un passo importantissimo ma incompleto, omettendo il nome di Abramo nel loro documento. Incompleto nel senso di incompiuto e cioè che i due firmatari presumibilmente sanno di dover completare la loro dichiarazione, nel ricordo dei quasi quattro millenni di Abramo”.
Il 1938 raccontato nelle scuole. Arriva nelle scuole superiori di secondo grado di tutta Italia il film 1938, Diversi, il documentario di Giorgio Treves sulle conseguenze delle leggi razziali. L’iniziativa vede protagonisti Sky Italia e Miur. Il progetto, presentato a Milano, farà parte delle attività didattiche proposte alle scuole in ricordo delle persecuzioni del popolo ebraico (Avvenire).
Lannutti si dimetta. “Io credo che non basti una presa di distanza, credo che si possa chiedere al senatore di dimettersi”, le parole di Myrta Merlino, conduttrice di L’aria che tira su La7, in merito all’uscita antisemita del senatore del Movimento Cinque Stelle Elio Lannutti. “Neanche a me interessano le prese di distanza doverose, – scrive Matteo Persivale sul Corriere 7 – mi interessa che il senatore Elio Lannutti si dimetta. Ha fatto bene Merlino a ricordarglielo”.
Migranti, numeri contro le bugie. Rispondendo a un lettore sul tema dei migranti, Leonardo Coen sul Fatto Quotidiano evidenzia alcuni dati che contestano l’idea che vi sia un’invasione in Italia dove “insicurezza e razzismo si intrecciano sempre più colpevolmente, alimentate da percezioni irreali e dal ballificio xenofobo”. “L’Italia – scrive Coen elencando alcuni elementi – ospita circa 6 milioni di immigrati (Osservatorio sulle migrazioni, ultimo rapporto del 31 gennaio), 9 su 10 vi risiedono da più di cinque anni. La stragrande maggioranza ha il permesso di lavoro o è qui per ricongiungimento familiare: il 56 % è di origine europea; il 35 arriva da Paesi dell’Ue; il1 7da Africa e Medio Oriente; il 14 dall’Asia; il 13 da Oceania e Americhe. Le cifre smantellano la teoria dell’invasione africana e musulmana”.
Identità di confine. In questi giorni nelle sale “I nomi del signor Sulcic”, film di Elisabetta Sgarbi “storia verosimile che si nasconde nelle pieghe del conflitto alla frontiera slovena con la scoperta di nuova famiglia e di diverse radici, partendo da un tomba nel cimitero ebraico e con tappa obbligatoria a Ferrara” (Corriere e Messaggero) . Il film ha nel cast Lucka Pockaj, Elena Radonicich, Roberto Herlitzka, con la presenza degli scrittori Claudio Magris e Giorgio Pressburger (scomparso nell’ottobre scorso), e musiche del sodale Franco Battiato.
Chi minaccia l’informazione. Assegnata la scorta al giornalista di Repubblica Paolo Berizzi, minacciato per il suo lavoro di documentazione e di inchiesta sui gruppi neonazisti e neofascisti in Italia (Repubblica).
Demnig, una pietra dopo l’altra. “A volte conosco la storia delle persone che ricordiamo, altre volte solo qualche notizia, ma poco importa. Come dice il Talmud, ‘Una persona viene dimenticata soltanto quando viene dimenticato il suo nome’”. Così l’artista tedesco Gunter Demnig, ideatore delle Pietre d’inciampo spiega il suo progetto in un’intervista a Famiglia Cristiana.
Roma e i Giusti Mistruzzi. Scoperta ieri in viale Carso, nel rione Prati, una targa dedicata ai coniugi Aurelio e Melanie Mistruzzi, proclamati “Giusti tra le Nazioni” dallo Yad Vashem di Gerusalemme per avere salvato cittadini ebrei durante le persecuzioni nazifasciste (Tempo).
Daniel Reichel