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I 100 anni di Primo Levi

rassegnaAl via oggi le celebrazioni del Centenario della nascita di Primo Levi. Ad aprire il calendario delle iniziative, l’evento di oggi pomeriggio a Fossoli – campo di transito da cui lo scrittore venne deportato ad Auschwitz 75 anni fa – organizzato dal Centro internazionale di Studi Primo Levi di Torino e la Fondazione Fossoli: Fabrizio Gifuni leggerà alcuni brani tratti da Se questo è un uomo e I sommersi e i salvati (Corriere). E per celebrare il centenario, La Stampa dedicata due pagine a Levi e pubblica una sua lettera inedita del ’45, prima testimonianza della deportazione. “Com’è d’uso, i migliori sono scomparsi, e a cose finite la scena è stata invasa dall’ambizione e dalla dubbia fede. – scrive Levi – Le superstiti coscienze integre sono deluse: il fascismo ha dimostrato di avere radici profonde, cambia nome e stile e metodi ma non è morto, e soprattutto sussiste acuta la rovina materiale e morale in cui esso ha indotto il popolo”. “C’è già in quel testo la voglia, l’urgenza, il dovere del racconto”, spiega sul quotidiano torinese Ernesto Ferrero. Parlando dell’iniziativa a Fossoli e del clima antisemita in Francia, Michele Serra nella sua Amaca (Repubblica) scrive “Fare memoria, in questa Europa, non è più solo un dovere. È una pulsione vitale: per non morire di confusione. La confusione, dolosa, tra i liberi e i sopraffattori”.

Macron: “antisionismo è antisemitismo”. “Daremo la caccia e puniremo chiunque compie atti o discorsi antisemiti”. È la promessa del Presidente francese Emmanuel Macron all’ebraismo transalpino, dopo la nuova profanazione in un cimitero ebraico vicino a Lione. Incontrando i vertici del mondo ebraico francese, Macron ha promesso maggiori e più efficaci azioni contro l’antisemitismo, anche sul web (La Stampa), e riconosciuto che oggi “L’antisemitismo si maschera sotto l’antisionismo. Non si tratta di modificare il codice penale, e neanche di impedire le critiche al governo israeliano. Si tratta di riaffermare che sotto l’odio di Israele si nasconde spesso l’odio degli ebrei” (Corriere). Parlando del fenomeno antisemita in Francia, il Corriere ricorda le sue diverse anime, attraverso le parole di Pascal Bruckner: “Vediamo l’unione di certa sinistra radicale, dei militanti anti-globalizzazione, dei fascisti, degli islamisti, tutti radunati attorno a un capro espiatorio che è l’odio degli ebrei e del denaro”. Intanto il canale tv France 3 ha spiegato ieri di aver interrotto martedì sera – a causa dei commenti razzisti – una diretta su Facebook dal cimitero ebraico di Quatzenheim, dove Macron era in visita per condannare gli atti vandalici compiuti su 90 tombe (Sole 24 Ore).

Silenzio Cinque Stelle. Su Repubblica si evidenziano alcune contraddizioni delle alleanze europee dei Cinque Stelle, che ieri intanto hanno smentito l’idea di entrare nel gruppo della Lega e di Marine Le Pen. Il quotidiano definisce inoltre autolesionista il tentativo pentastellato di avvicinarsi al movimento dei gilet gialli. “L’aspetto peggiore è che Di Maio e gli altri non sono riusciti a dire nulla di serio dopo l’aggressione antisemita subita da Finkielkraut, con ciò confermando l’incapacità di andare oltre il piccolo cabotaggio tattico della politica domestica”.

Milano, la vergogna razzista. Una svastica accompagnata da una minacciosa frase razzista è apparsa sul muro di casa di una coppia che ha adottato un ragazzo africano, a Melegnano, nel Milanese. L’episodio è stato scoperto lo scorso lunedì mattina (ma è emerso oggi) quando i due, un educatore e la sua compagna, hanno trovato la scritta sul muro perimetrale di casa. Non si tratta inoltre del primo episodio in quanto una scritta analoga (“Pagate per questi negri di m…”) era già apparsa sempre sul muro di casa della famiglia, che ospita da due anni, e infine ha adottato, un 22enne senegalese. “Purtroppo c’è chi, anche tra politici, ha voluto trasformare l’immigrazione in un problema mettendo in difficoltà tante famiglie come la nostra. – affermano i genitori – Al ministro Salvini chiediamo che condanni quanto avvenuto perché la violenza nasce anche da episodi come questo” (Corriere).

Brexit e politica d’oltremanica. I due maggiori partiti britannici “sono in crisi e perdono pezzi”, racconta oggi Repubblica: “è di questi giorni la notizia della nascita di un nuovo gruppo parlamentare indipendente, formato da otto deputati del Labour e tre dei Tories. Il rischio di una più ampia scissione viene evocato per entrambi” ed è legata a uno scontro interno sulla Brexit. Per i laburisti, inoltre, tra le questioni che hanno scatenato la scissione, il problema dell’antisemitismo dentro al partito. “Jeremy Corbyn – scrive Repubblica – ha reagito allo scisma come un papa inflessibile, sostenendo di non avere “sbagliato niente”. Mentre qualcosa deve avere pur sbagliato, come nota il filo-laburista Guardian, se nello stesso giorno ha perso una deputata che lo accusa di antisemitismo, Luciana Berger, e riaccolto un deputato trotzkista precedentemente espulso per corruzione, Derek Hatton”.

Israele, accordi elettorali. Sul Fatto Quotidiano, una breve sull’accordo fra il Likud e tre liste nazional-religiose della destra radicale per le elezioni del 9 aprile. “Per non rischiare che andando separatamente al voto non avrebbero passato la soglia di ingresso in parlamento ha offerto loro due ministeri importanti nel futuro governo”. Repubblica invece mette a confronto le opinioni di Benny Morris, stimato storico israeliano, e di Gideon Levy, editorialista di Haaretz dalle posizioni controverse.

Daniel Reichel twitter @dreichelmoked