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Milano – La crescita economica
nel segno dell’energia pulita

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“Se componiamo i diversi tasselli dell’innovazione tecnologica in cui stiamo vivendo, vediamo che siamo sulla soglia di una rivoluzione energetica: i combustibili fossili sono ancora l’80 per cento dell’utilizzato oggi ma la sfida e l’interesse che abbiamo posto nel libro è dimostrare che tra 20 anni, 30 anni, sarà un altro mondo”. Un mondo in cui l’energia sarà sempre più legata a fonti rinnovabili, sole, vento, geotermia, maree; in cui la tecnologia porterà i cittadini ad essere protagonisti della gestione energetica; in cui l’impegno comune dovrà essere diretto a rispondere al problema del cambiamento climatico. Molto del nostro futuro passa insomma dall’energia, come ha chiarito l’economista Valeria Termini in occasione della presentazione a Milano del libro Il mondo rinnovabile. Come può l’energia pulita cambiare l’economia, la politica e la società (LUISS University Press). Davanti a una sala gremita alla Fondazione Corriere della Sera, Termini ha dialogato con la presidente di Enel Patrizia Grieco, il presidente di Assonime Innocenzo Cipolletta e il giornalista Feruccio de Bortoli, illustrando scenari attuali e futuri in materia di energia. Scenari in cui Milano, ha rivendicato il sindaco Giuseppe Sala in una lettera inviata per l’occasione, avrà un suo peso come “laboratorio di rigenerazione in senso ecologico”. “Stiamo costruendo un modello che credo possa acquisire un ruolo guida a livello globale. – le parole di Sala – La digitalizzazione è l’autostrada della ricerca, reti veloci moltiplicano l’innovazione; poi c’è un nuovo modo di pensare la città anche in termini energetici, su questi fronti Milano sta facendo qualcosa di inedito e rivoluzionario. Le nostre università, soprattutto tecnologiche, sono nelle top 10 mondiali, siamo l’unica città pilota in Italia per il 5G e stiamo mostrando un nuovo modo di progettare la città da qui al 2030”. Per il sindaco è necessario attuare scelte concrete e investire in infrastrutture e territorio. “Sia chiaro che oggi chi blocca gli investimenti e chi parla di ambiente senza offrire strategie, e in realtà un anti ecologista. Chi è contro la TAV è un inquinatore. C’è una ragazzina, Greta Thumberg, che è diventata il simbolo di una nuova generazione di europei, o seguiamo quella strada o andiamo a fondo. Milano va già da tempo in quella direzione e ci andrà comunque anche, se serve, da sola”.
Per Cipolletta le rinnovabili sono un’opportunità per “rigenerare la nostra economia”. L’economista ha ricordato la crisi del petrolio derivata dalla Guerra del Kippur, quando i paesi arabi associati all’OPEC (l’organizzazione dei paesi esportatori di petrolio) sostennero l’azione di Egitto e Siria contro Israele imponendo un forte aumento del prezzo del barile e ponendo l’embargo nei confronti dei paesi maggiormente vicini allo Stato ebraico. Fu un periodo molto difficile, ricorda Cipolletta: “le città si spensero, c’erano fasce orarie per accendere i termosifoni. Allora ci accorgemmo che la crescita economica si basava sul petrolio a basso prezzo”. Quella crisi innescò una consapevolezza e quindi l’investimento in innovazione per migliorare i sistemi di produzione in modo da diminuire il consumo di energia. “Oggi abbiamo raggiunto livelli eccellenti su questo fronte a cui si è aggiunto lo sviluppo di una ricerca su tutte le fonti di energia rinnovabile”. Il continuo sviluppo e cambiamento è la chiave per avere un’economia in crescita, ha spiegato l’economista: “Le nostre economie non crescono perché noi consumiamo più prodotti ma perché noi li cambiamo più in fretta di tutti. I paesi a economia avanza crescono quando l’innovazione gli costringe a cambiare tutto lo stock di prodotti perché diventano desueti”. E il cambiamento sul fronte energetico oggi coincide con le rinnovabili.
Nel suo intervento invece, la presidente di Enel Patrizia Grieco ha richiamato il doppio significato di power in inglese: elettricità e significa potere. “Le fonti energetiche sono sempre state una fonte primaria anche nell’attribuzione del potere tra i Paesi: la geopolitica è sempre dipesa moltissimo dalle fonti energetiche e ha condizionato lo sviluppo del mondo. Le rinnovabili affrancano, o possono affrancare, da questi vincoli perché ogni paese ha vento, sole, geotermia, ovvero le risorse per far fronte ai fabbisogni energetici con le rinnovabili. C’è quindi un tema geopolitico ma anche demografico: il fabbisogno energetico crescerà del 40% nei prossimi trent’anni, che è un dato spaventoso. Lo stesso dato più o meno del fabbisogno di cibo, fabbisogno di cibo e di elettricità vanno infatti più o meno insieme: un miliardo di persone non si alimenta sufficientemente e un miliardo di persone non ha l’elettricità; è un parallelismo abbastanza significativo e in entrambi i casi l’unica soluzione è l’innovazione e le rinnovabili sono figlie di questa necessità”.

d.r.