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Qui Padova – La mostra fotografica
“Gerusalemme, città dell’incontro”

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Gerusalemme punto d’incontro. La grande sfida della città della pace e il titolo di una mostra fotografica inaugurata ieri sera al Museo della Padova Ebraica. Ad essere esposti alcuni suggestivi scatti di Mariagrazia Cavallo, artista che, è stato spiegato nel corso dell’affollata cerimonia di inaugurazione, “riesce a dimostrare con le sue foto come una donna sorda, ebrea di origine, gira il mondo da sola riuscendo a superare le difficoltà di comunicazione e tramite i suoi scatti sente e parla con le immagini”. Le fotografie sono tutte in bianco nero con tono seppia e non hanno volutamente un titolo, almeno in questo contesto in quanto percorso, viaggio, racconto. Raccontano le diverse anime e identità di una città complessa, con un’attenzione speciale dedicata alle persone piuttosto che al contesto paesaggistico e monumentale. Fortemente voluta da Liora Sinigaglia, con il supporto del gruppo di lavoro della società Beta Lyrae e in particolare del curatore della fotografia Cristiano Mazzoli, la mostra sarà visitabile fino al 23 giugno.
“I primi ricordi – ha spiegato l’artista – sono di quando ero molto piccola. Mio papà seguiva tutto quello che riguardava Israele. Me lo ricordo perché quando alla televisione parlavano di Israele e poi dei palestinesi e di Arafat si arrabbiava, mettendosi a urlare contro lo schermo. Allora non c’erano sottotitoli, ma vedevo le immagini e mio padre arrabbiato e gli chiedevo spiegazioni. Da lì a piccoli passi invece delle favole mi raccontava la storia dei patriarchi, di Mosè, della fuga dal faraone e dell’attraversamento nel Mar Rosso… della bellissima regina Ester, della caritatevole e giusta Miriam sorella di Mosè, di Noemi e della giovane Ruth. Mi parlò poco della Shoah. Lo fece quando fui più grande e sottovoce, quasi che avesse paura di svegliare il Mostro”.
“Fin da bambina, studiando la storia – ha proseguito l’artista – mi è sempre stato chiaro che Gerusalemme è Israele. Due nomi legati a doppio filo dai millenni come la storia che ne diede l’avvio con re David ragazzino che sconfigge Golia il gigante filisteo. Gerusalemme, il nome di una città unica al mondo. La città di ciascuno di noi, che a volte è magica a volte è irreale ed a volte ci sorride. Quel nome che è la culla delle religioni. Ed in quella terra che è il centro del mondo in ogni sua viuzza strada e vicolo che percorri è tangibile la presenza del Grandissimo, soprattutto laddove restano le mura del Tempio del Re Salomone”.
Ad intervenire ieri, tra gli altri, la vicepresidente della Comunità ebraica padovana Sara Parenzo e la direttrice del Museo Simonetta Lazzaretto. Presente in sala l’abate della Basilica di Santa Giustina e il suo segretario.

(15 aprile 2019)