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Usa, cyber guerra con l’Iran

rassegnaOggi il presidente Usa Donald Trump annuncerà nuove sanzioni per mettere ulteriore pressione all’Iran. E intanto sui quotidiani si parla degli attacchi informatici lanciati dagli Stati Uniti contro il regime degli Ayatollah in risposta all’abbattimento del drone americano. “Non una scarica di bombe, bensì un’incursione cyber contro sistemi missilistici iraniani, ufficiali dei pasdaran, snodi dell’intelligence”, spiega il Corriere ricordando la scelta di Trump di fermare un’operazione di attacco programmata contro l’Iran. Dalla residenza di Camp David Trump ha mandato un messaggio a Teheran: “non cerco la guerra, sono pronto a trattare senza condizioni…Però non possono avere bombe nucleari, l’alternativa per loro è vivere con un’economia disastrata”. Il suo consigliere alla Sicurezza, John Bolton, in visita in Israele ha ammonito l’Iran a “non confondere la prudenza e la discrezione degli Stati Uniti con la debolezza”. “Questo significa – l’analisi de La Stampa – che il mancato raid non dà agli iraniani la licenza di fare come credono, perché l’opzione militare resta sempre sul tavolo”. Il tema Iran, così come la Siria sarà sul tavolo del vertice a Gerusalemme che vedrà coinvolti in queste ore Bolton, il consigliere israeliano per la sicurezza nazionale Meir Ben-Shabbat e il segretario russo del Consiglio di sicurezza Nikolay Patrushev (Giornale).

Istanbul all’avversario di Erdogan. Questa volta la vittoria è definitiva: il candidato dell’opposizione Ekrem İmamoğlu ha conquistato per la seconda volta Istanbul – dopo le elezioni vinte ma annullate a marzo – e ha superato il candidato dell’Akp Binali Yilieim, sostenuto dal presidente Erdogan. Dopo 25 anni il presidente turco perde così la sua influenza sulla metropoli, di cui è stato a lungo sindaco. “Signor presidente, sono pronto a lavorare in armonia con lei” per “servire Istanbul”, ha detto Imamoglu. “Abbiamo chiuso una vecchia pagina e ne abbiamo aperto una nuova. – ha affermato il nuovo sindaco – Lavorerò senza escludere nessuno. L’ora della democrazia si era purtroppo interrotta il 31 marzo, ma adesso è ripartita”. “Da oggi – scrive Repubblica – Istanbul e la Turchia ricominciano a lavorare. E non sarà facile cercare di ricostruire la fiducia in un Paese e in una città preda di una grave crisi economica”.

Chi era Stanley Kubrick. Il Messaggero intervista Katharina Kubrick, figlia del grande regista, che oggi sarà a Roma per un incontro nell’ambito del festival “Ebraica” in cui racconterà la figura del padre. Tra i temi toccati, il progetto incompleto “Aryan Papers” sulla Shoah. “Uscì Schindler’s List e mollò. – spiega la figlia di Kubrick – Mia madre fu sollevata: Stanley si stava deprimendo a documentarsi su quegli orrori”. Nell’intervista si ricorda inoltre l’origine ebraica di Kubrick.

Etiopia, il golpe fallito. Situazione difficile in Etiopia dove è stato sventato un tentativo di colpo di stato, organizzato da un gruppo di militari. Nell’attacco sono stati uccisi il capo di Stato maggiore e un governatore locale. L’Etiopia, l’analisi de La Stampa, è ostaggio degli scontri etnici: “il nuovo tentato colpo di Stato è l’ulteriore conferma di come l’esercito etiope rappresenti ancora un complesso puzzle etnico da cui nessuno vuol rimanere tagliato fuori. A livello militare le miracolose riforme compiute nella politica interna dal presidente Ahmed in meno di un anno e mezzo non sembrano ancora aver dato i propri frutti”.

La Spezia, Operazione Aliya Bet. Inaugurata a La Spezia la mostra “Dalla terraferma alla Terra promessa”: fotografie, filmati e documenti che raccontano la storia dell’Aliya Bet (1945-1948), operazione che portò in Eretz Israel migliaia di ebrei sopravvissuti alla Shoah. “Attorno alle immagini delle navi Fede e Fenice – racconta Repubblica Genova – si sono ritrovati i nipoti degli organizzatori dell’Aliya Bet, Ada Ascarelli Sereni e Yehuda Arazi, pseudonimo Alon, conosciuto anche come “King of Ruses” per le capacità di cambiare divise e personaggi. Orli Bach, nipote di Arazi, Haim Confino Sereni e i fratelle Clementelli si sono abbracciati attorno alla targa che al Molo Pagliari indica il percorso della memoria. Con loro la vice ambasciatrice d’Israele in Italia, Ofra Farhi, anche lei discendente della famiglia Sereni”.

Milano, omaggio a Primo Levi. La prima a leggere alcune pagine da I sommersi e i salvati di Primo Levi questa sera sarà la senatrice Liliana Segre. Poi si mescoleranno le voci di Andrée Ruth Shammah, Enrico Arosio, Isabella Bossi Fedrigotti, Gianni Biondillo, Stefano Raimondi, Andrea Kerbaker. Una maratona di letture al Memoriale della Shoah (oggi alle 18.00) che vuole rendere omaggio al grande scrittore torinese in occasione del centenario della nascita (Corriere Milano).

Daniel Reichel twitter @dreichelmoked