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Sea Watch, scontro europeo

rassegnaAssume i toni dello scontro internazionale il caso della Sea Watch 3, la nave con a bordo 40 migranti attraccata nella notte tra venerdì e sabato all’1.50 a Lampedusa senza autorizzazione, forzando il blocco della Guardia di Finanza. La comandante Carola Rackete è stata arrestata poco dopo e ora, racconta il Corriere, il caso è diventato ancor più un confronto tra paesi europei. “Il salvataggio in mare non dovrebbe essere criminalizzato: salvare vite umane è un obbligo umanitario. Spetta alla magistratura italiana fare rapidamente chiarezza sulle accuse”, il commento del ministro degli Esteri tedesco Heiko Maas, concittadino di Rackete. Il ministro degli Interni Matteo Salvini ha parlato invece di “condotta criminale da parte” del capitano della Sea Watch 3, che, intervistata dal Corriere, spiega la sua scelta di attraccare nonostante l’assenza di autorizzazione: “Da giorni facevamo i turni, anche di notte, per paura che qualcuno si potesse gettare in mare. – spiega Rackete – E per loro, che non sanno nuotare, significa: suicidio. Temevo il peggio. C’erano stati atti di autolesionismo”. Rispetto all’aver speronato una nave della Guardia di Finanza, afferma: “Ho sbagliato la manovra. Sono molto addolorata che sia andata così”. Ancora il Corriere, sottolinea come vi sia un fronte europeo al fianco di Rackete: il ministero dell’Interno francese ha dichiarato “solidarietà con il popolo italiano” ma sottolineato che “l’attuale governo italiano fa la scelta di soluzioni non concertate con i suoi partner europei, denunciando una mancanza di solidarietà dell’Europa”: “Ha infatti annunciato una chiusura dei suoi porti in violazione del diritto internazionale del mare”.

Medio Oriente, teatro del duello tra Trump e l’Iran. Washington e Teheran sono in aperta rotta di collisione “ma in Medio Oriente le prove di forza spesso servono a creare nuovi equilibri fra acerrimi rivali”, scrive il direttore de La Stampa Maurizio Molinari, analizzando lo scontro tra l’amministrazione Trump e il regime degli Ayatollah, in cui Israele ha molto da dire. Secondo Molinari l’alta tensione di queste settimane potrebbe essere il viatico per nuovi negoziati tra le parti in causa, dopo l’abbandono americano dell’accordo sul nucleare del 2015.

Palermo, il docente negazionista. Ha sostenuto in classe che nei lager nazisti c’erano delle piscine per il divertimento degli ebrei. Ha insultato lo scrittore Primo Levi. Avrebbe anche invitato gli studenti a iscriversi a Forza Nuova. Un docente del liceo artistico di Palermo “Eustachio Catalano”, Gino Giannetti, insegnate di discipline plastiche, è al centro di un’indagine della Digos e della procura di Palermo per reato di negazionismo (La Stampa). Alcuni studenti hanno scritto a Repubblica denunciando il comportamento del professore.

Il piano di pace Usa. Secondo i media israeliani, il governo di Gerusalemme e il movimento terroristico di Hamas hanno trovato un accordo per prolungare la calma al confine con Gaza. L’intesa include il rinnovo della fornitura di carburante e l’espansione della zona di pesca a Gaza. In cambio di Hamas si impegna a fermare la violenza. E mentre questi sono gli scenari sul terreno, Bernarno Valli su Repubblica torna a parlare del piano economico lanciato dagli Usa per i palestinesi in Bahrein. A suo giudizio, si tratta di un fallimento e la nascita di uno Stato palestinese sarebbe “un miraggio”.

Ritorno a Leopoli. Il Fatto Quotidiano pubblica la traduzione di un articolo a firma di Anne Applebaum (Washington Post ed Economist) dedicato a Leopoli, città dalle profonde radici ebraiche.

Daniel Reichel twitter @dreichelmoked