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Golfo Persico, tensioni in mare

rassegnaNuovo scontro diplomatico tra Gran Bretagna e Iran. Londra denuncia un tentativo degli iraniani di impedire il transito di una sua petroliera attraverso lo stretto di Hormuz, nel Golfo Persico. L’intervento di un’unità della Royal Navy, che si è frapposta tra la petroliera e i vascelli iraniani, avrebbe impedito il sequestro (La Stampa e Corriere). E intanto il Regno Unito conferma l’arresto del capitano e del secondo della petroliera fermata la scorsa settimana al largo di Gibilterra con un carico di greggio iraniano destinato alla Siria. La tensione con l’Iran cresce dunque seppur, scrive Repubblica, Londra preferirebbe calmare le acque, essendo tra coloro che vogliono “salvare l’accordo sul nucleare con Teheran, nonostante Trump lo abbia già stracciato. L’Iran è furioso, anche perché le sanzioni Usa stanno avendo effetti dirompenti sull’economia, e difatti giorni fa ha annunciato il ri-arricchimento dell’uranio”.

Trump-Netanyahu al telefono sull’Iran. Colloquio telefonico ieri tra il presidente Usa e il Primo ministro israeliano con al centro “la cooperazione tra Stati Uniti e Israele nel perseguire i comuni interessi di sicurezza nazionale, inclusi gli sforzi per impedire azioni nocive dell’Iran nella regione”, comunica Judd Deere, portavoce della Casa Bianca. L’ufficio di Netanyahu, scrive il Sole 24 Ore, ha aggiunto che i due hanno parlato dell’intenzione di inasprire ulteriormente e in maniera “sostanziale” le sanzioni nei confronti della repubblica islamica.

La politica estera di Biden. Il corrispondente della Stampa Paolo Mastrolilli riporta di uno scambio di battute con il candidato democratico Joe Biden a un comizio sulla politica estera. Scambio in cui Biden ha fatto riferimento alla pericolosità dei rapporti italiani con la Russia. “Nel primo anno della mia presidenza, se verrò eletto, organizzerò e ospiterò un summit globale per le democrazie. – afferma Biden – Lo scopo sarà rilanciare le democrazie liberali, che sono minacciate ovunque. Putin le considera obsolete proprio perché conosce la loro forza. Nello stesso tempo il vertice punterà a rilanciare le alleanze e la collaborazione tra gli stati, perché nessun paese può pensare di risolvere da solo i gravi problemi transnazionali che ci minacciano”. Tra i suoi obiettivi, scrive La Stampa, Resuscitare l’accordo nucleare con l’Iran; ritirare più truppe possibile dal Medio Oriente, focalizzando l’attenzione sulla lotta al terrorismo di Al Qaeda e Isis, ma “garantendo la protezione di Israele, qualunque sia il nostro disaccordo con l’attuale amministrazione”.

99 anni di Franca Valeri. A pochi giorni dal suo 99esimo compleanno, Avvenire pubblica un’intervista all’attrice milanese Franca Valeri, di cui è uscita in libreria l’autobiografia Il secolo della noia (Einaudi). Al quotidiano Valeri, il cui padre era ebreo, racconta tra le altre cose come le leggi razziste le impedirono di andare all’università e come si salvò per caso dall’arresto dei nazifascisti: “scesi in cantina per dare da mangiare a quei poveri mici affamati e quando sono risalita vedendo il portone di casa spalancato intuii: le SS erano venute a prenderci. Mamma era cattolica, ma allora bastava un “po’ di zio ebreo” per finire nel lager. Papà capendo la situazione si organizzò e con mio fratello riparò in Svizzera. Io e mia madre per tre anni non avemmo più loro notizie. Così come non si seppe più nulla di nostri cari amici ebrei e antifascisti…”.

Gaza-Israele, mantenere la calma. Avviati tentativi di mediazione tra Israele e Hamas dopo l’incidente sul confine in cui è stato ucciso un membro del gruppo terroristico palestinese. “Le truppe delle Forze di difesa israeliane sono arrivate sul posto e hanno identificato il membro di Hamas come un terrorista armato. Hanno aperto il fuoco a causa di un malinteso. L’incidente sarà indagato”, l’annuncio dell’esercito israeliano, che teme un’escalation nelle prossime ore a causa delle proteste che si tengono ogni venerdì al confine. Avvenire riferisce dell’episodio e delle parole di Netanyahu, che da Ashkelon – città bersaglio dei missili dei terroristi palestinesi – ha detto che sebbene Israele preferisca che continui la calma con Gaza, si sta preparando per una possibile offensiva militare “estesa”, che potrebbe essere “a sorpresa”.

Ignoranza ultrà. Come in Europa, anche negli stadi di calcio d’Israele esistono frange estreme del tifo organizzato. Uno dei gruppi più pericolosi e tristemente famosi è quello denominato La Familia, del Beitar Gerusalemme, che ha attirato nuovamente l’attenzione per i suoi slogan razzisti nei confronti di un calciatore nigeriano, Ali Mohammed. La società ha risposto con fermezza ma La Familia non è nuova a creare problemi come riporta Repubblica, che nel titolo sceglie di generalizzare parlando di “assalto dei tifosi israeliani”.

Daniel Reichel twitter @dreichelmoked