Redazione Aperta – Diritti, legalità
e tutela dell’ambiente

giadrossiTrieste, palazzo di Giustizia. In aula un gruppo di imprenditori appare a processo di fronte al giudice per rispondere di diversi reati. La loro azienda ha intrapreso, priva delle necessarie autorizzazioni, gli scavi in una zona recondita del Carso che circonda la città giuliana. La spoglia roccia calcarea che si estende a vista d’occhio in uno dei territori meno antropizzati d’Europa nasconde nel suo cuore un segreto affascinante: l’alabastro rosso. Una pietra rara e suggestiva molto ambita per alcuni decori nell’edilizia di lusso. Sono trascorsi da allora quasi trent’anni. Il diritto ambientale muove i suoi primi passi. Le organizzazioni ambientaliste insorgono e tentano di far leva sul fortissimo rapporto emozionale che lega i triestini al prezioso ambiente naturale che circonda la città.
Un giovane avvocato interviene nel processo e chiede di costituirsi parte civile. È il legale dell’organizzazione internazionale WWF. In aula un suo coetaneo è il cronista di giudiziaria del quotidiano triestino “Il Piccolo”. Risveglia l’attenzione dell’opinione pubblica e cerca di aprire una via nuova nelle cronache dal tribunale, mettendo l’accento sulle questioni che interessano la socialità, la difesa della qualità della vita e dell’ambiente più che sulle piccole storie di criminalità comune.
Comincia un braccio di ferro durissimo e la mobilitazione che ne segue mobiliterà molte coscienze. Un coetaneo dell’avvocato e del giornalista, il magistrato Antonio De Nicolo, emette un provvedimento durissimo che non ha precedenti. Le attività di scavo sono immediatamente bloccate. L’area è posta sotto sequestro e presidiata dalle Forze dell’ordine. Il WWF per la prima volta è ammesso a costituirsi parte civile in un processo del genere. Il Carso, uno degli ambienti naturali più preziosi in Europa, continuerà inviolato a custodire il segreto dell’alabastro rosso.
Sono trascorsi molti anni da allora. Antonio De Nicolo è oggi Procuratore della Repubblica a Udine. Sandro Giadrossi, affermato giurista e docente, continua da Trieste per il WWF, per Italia Nostra e altre organizzazioni ambientaliste a difendere la speranza di un’Italia migliore. Guido Vitale, il cronista di allora, continua a pensare che il suo lavoro, fare il giornalista, sia probabilmente il più bello del mondo. Assieme ai colleghi della redazione giornalistica dell’Unione delle Comunità Ebraiche Italiane di cui è il direttore, ha voluto condividere un nuovo incontro fra vecchi amici e uno dei momenti salienti di Redazione aperta 2019 si svolge nello studio dell’avvocato Giadrossi. Con i giornalisti UCEI, Giadrossi ha delineato la situazione dell’associazionismo impegnato nella tutela dell’ambiente e il ruolo in particolare del WWF e di Italia Nostra (che tra i fondatori vide Giorgio Bassani) e ha spiegato il quadro normativo del danno ambientale, della tutela del paesaggio e dei beni storico-architettonici.
OLYMPUS DIGITAL CAMERANel quadro dei lavori di Redazione Aperta, la giustizia è stato un tema ricorrente e un quadro della situazione italiana è stato dato dal magistrato Luigi Dainotti, giudice per le indagini preliminari a Trieste. Dal caso legato al Consiglio Superiore della Magistratura al ruolo dei magistrati italiani, dalle funzioni del gip alla situazione specifica di Trieste fino al tema delle intercettazioni, Dainotti ha toccato diversi temi di attualità e espresso la propria fiducia nel futuro della professione.
Francesco Moises Bassano Guido VitaleDi diritti ma declinati in un’altra forma si è poi parlato con Francesco Moises Bassano, collaboratore di Pagine Ebraiche e autore di diversi reportage legati al tema dei migranti. Ultima sua esperienza, a Malta: un’isola, ha spiegato, in cui i numeri degli arrivi sono molto alti in proporzione alla grandezza del territorio e in cui la gestione del tema immigrazione è strettamente connessa all’atmosfera europea.