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Siria, tensioni a sud con Israele

rassegnaNelle scorse ore i caccia israeliani hanno colpito il sud della Siria. Almeno questo quanto affermano i media siriani, secondo cui l’attacco sarebbe stato compiuto nella zona di Tel Al-Hara, area situata nella provincia di Deraa meridionale che si affaccia sulle alture del Golan. Secondo la Reuters, fonti di intelligence occidentali hanno detto che l’area ospita diverse milizie sostenute dall’Iran.

Johnson alla guida della Gran Bretagna. L’ex sindaco di Londra e volto della campagna pro-Brexit Boris Johnson diventerà oggi il nuovo primo ministro del Regno Unito. Impietoso il giudizio del saggista e politologo Timothy Garton Ash su Johnson, pubblicato oggi da Repubblica: “un bugiardo incosciente e narcisista”. Per Ash, i liberali hanno l’opportunità di proporsi come alternativa sia ai Conservatori guidati da Johnson sia ai laburisti di Jeremy Corbyn.

Germania, neonazisti minacciano i sindaci pro-migranti. “Centinaia di sindaci di piccoli e medi centri tedeschi ricevono regolarmente intimidazioni, lettere anonime e minacce di morte da parte dell’estrema destra neonazista per via della loro politica di accoglienza nei confronti dei migranti”, racconta la Stampa, riportando i dati di un’inchiesta realizzata dall’emittente tedesca Ard, secondo la metà dei sindaci ha ricevuto almeno una volta intimidazioni da militanti dell’ultra-destra xenofoba, mentre l’8 per cento ha ricevuto concrete minacce di morte.

Il caso russo e il ministro Salvini. Oggi il presidente del Consiglio Conte riferirà al Senato sul caso dei rapporti tra Gianluca Savoini, ex portavoce di Salvini, e la Russia. Secondo il Corriere le parole ieri di Conte a favore della Tav – con un inversione di rotta rispetto al passato – non sono state casuali: “non tutto quello che dirà potrebbe lasciare contento Salvini, – scrive il quotidiano – ma con una Tav finalmente sbloccata, come invoca da giorni il leader della Lega, forse sarà più facile un accomodamento”. Sul caso Russia e il presunto tentativo di finanziamento illecito a favore della Lega le indagini dei pm di Milano sarebbero a “un punto interessante”, scrive il Corriere, che sottolinea la mancata risposta del ministro Salvini su diversi interrogativi nati attorno ai suoi rapporti con Savoini. In merito al leader della Lega, molto critico Giuliano Ferrara oggi in prima sul Foglio: “Non ha chiuso i porti, ma gli stanno chiudendo le porte in faccia. In Europa e anche qui. Salvini è il vero perdente di questa stagione politica”, scrive Ferrara.

La legge sulla vendita dei libri. Il Corriere della Sera intervista Ricardo Franco Levi, presidente dell’Associazione italiana editori (Aie), il testo di legge “sulla promozione e il sostegno alla lettura” approvato alla Camera e ora al vaglio del Senato. “Lavoriamo per cercare di portare tutti i correttivi possibili al Senato. – spiega Levi – Fondamentale sarà aiutare gli italiani nella spesa per l’acquisto dei libri: lo strumento principe, da questo punto di vista, è rappresentato appunto dalle detrazioni Fiscali. Poi c’è il bonus cultura”.

Primo Levi, tra sacro e profano. Avvenire intervista lo storico Alberto Cavaglion per parlare del rapporto di Primo Levi con il sacro: argomento al centro della Lezione Primo Levi tenuta da Cavaglion assieme a Paola Valabrega. “In Levi – spiega lo storico – tutto va sempre ricondotto a un’inquietudine profonda, che lo ha accompagnato per tutta la vita. Al di là di ogni specifica connotazione religiosa, il suo è veramente un atteggiamento di interrogazione incessante, inesausta, sostenuta oltretutto da un eclettismo vivacissimo, da una curiosità intellettuale mobilissima. Levi legge la Bibbia, si confronta con i filosofi, frequentala letteratura scientifica avventurandosi in ambiti che esulano decisamente dalle sue competenze di chimico”.

Russia, l’assassinio dell’attivista. Yelena Grigoryeva, nota attivista russa per i diritti delle persone LGBT (lesbiche, gay, bisessuali e transgender), è stata uccisa a San Pietroburgo, in Russia. Il corpo di Grigoryeva è stato trovato vicino alla sua casa con diverse ferite di arma da taglio e segni di strangolamento. “Il nome di Yelena- riporta La Stampa parlando del possibile movente omofobo – compariva infatti su un sito web da poco bloccato dalle autorità che istigava ad aggredire gli omosessuali. Un attivista suo amico, Dinar Idrisov, inoltre denuncia che la 41enne aveva ricevuto diverse minacce di morte e che le autorità non abbiano fatto nulla per proteggerla”.

Daniel Reichel twitter @dreichelmoked