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Italia, è crisi di governo

rassegnaIl vicepremier e ministro dell’interno Matteo Salvini ha aperto la crisi di governo. “La maggioranza non c’è più”, ha detto nel tardo pomeriggio di ieri per poi parlare esplicitamente della volontà di “correre da solo” nelle prossime elezioni. “Il leader della Lega non si nasconde: chiede le urne a ottobre, vuole capitalizzare un consenso che, secondo i sondaggi, sarebbe assai vicino al 40 per cento”, scrive Repubblica. Il premier Conte non si dimette e prepara il discorso d’addio, riporta il Corriere facendo una cronistoria della crisi: “Per correttezza istituzionale la crisi si porta in Parlamento, sarà la più trasparente della storia repubblicana”, afferma Conte. Gli alleati Cinque Stelle della Lega parlano di coltellata alle spalle e Di Maio lancia un anatema contro Salvini: “Quando prendi in giro il Paese, prima o poi ti torna contro”. Ora l’elemento principale sarà definire la data delle elezioni: “Salvini indica il 13 ottobre. – riporta il Corriere – Un calcolo che prevederebbe lo scioglimento delle Camere martedì 13 agosto e l’apertura delle urne 60 giorni dopo. Ma è una ipotesi che non tiene conto dei tempi parlamentari”.

Daniela Misul, il lutto di una città. Diversi quotidiani – tra gli altri Corriere Fiorentino, Repubblica Firenze, Nazione – riportano oggi la notizia della scomparsa di Daniela Misul, presidente della Comunità ebraica di Firenze. Tante le reazioni di cordoglio nel mondo ebraico e nelle istituzioni della città, da quelle civili a quelle religiose. “Cara Daniela, è difficile rassegnarsi a perderti in maniera così rapida e silenziosa ma il tuo ricordo e la potenza del tuo esempio rimarranno sempre con noi”, il messaggio del sindaco Nardella. “Con lei scompare un’amica con la quale abbiamo realizzato tante iniziative. Tra cui il Treno della Memoria dello scorso gennaio. Daniela – ricordano dalla Regione il presidente Enrico Rossi e la vicepresidente Monica Barni – era presente sul treno e ha condiviso con i ragazzi la durezza dell’esperienza donandosi a loro, emozionandoli e rendendoli partecipi del racconto delle vicende della sua famiglia e della sua Comunità”. Oggi alle 13.30, nel giardino della Sinagoga, si terrà una cerimonia in suo onore per poi celebrare, alle 14,30, il funerale al cimitero ebraico di via Caciolle.

Dvir Sorek, l’ultimo saluto. Migliaia di israeliani giovedì sera hanno partecipato al funerale di Dvir Sorek, studente di yeshiva ucciso in un attacco terroristico in Cisgiordania. Le forze di sicurezza sono impegnate in una massiccia operazione per catturare i colpevoli. Sorek, spiegano le autorità, potrebbe essere stato ucciso in un tentativo di rapimento fallito (Avvenire, La Stampa). Il giovane, quando è stato ucciso, racconta Repubblica, “portava con sé i libri che aveva acquistato, alcuni testi religiosi per i rabbini della sua scuola. Ma fra le braccia stringeva anche un altro libro, l’ultimo di David Grossman, Con me la vita gioca molto”. “L’immagine di lui che abbraccia il mio libro mi spezza il cuore”, le parole dello scrittore israeliano.

Una grande famiglia al Kotel. Ha fatto il giro del mondo l’immagine di Shoshana Ovitz, sopravvissuta ad Auschwitz, che è riuscita a raccogliere tutta la sua famiglia, 400 persone, davanti al Kotel (Muro Occidentale) di Gerusalemme per il suo 104esimo compleanno. “Shoshana e Dov Ovitz si sono sposati e insieme sono immigrati in Israele, – racconta il Corriere – hanno trovato casa nella città del primo porto che li ha accolti, Haifa. Hanno avuto due figlie e due figli e così è cominciata la rivincita della vita sulla morte, della discendenza sulle follie eugenetiche propugnate da Mengele”.

Ricordo di Guido Fink. Il Corriere della Sera ricorda Guido Fink a pochi giorni dalla scomparsa: “Amico del romanziere Giorgio Bassani, è docente di Letteratura inglese e americana a Pescara, Bologna e Firenze, dove vive fino alla morte e dov’è stato presidente della Comunità ebraica. La passione per il cinema lo porta a collaborare, dagli anni Cinquanta, con l’Unità e a dedicare scritti importanti a Michelangelo Antonioni e Luchino Visconti”.

I diari di Andreotti. Circa centottanta tra agende, quaderni di appunti, calendari, che vanno dal 1944 al 2009: sono le pagine in cui Giulio Andreotti ha scritto di proprio pugno la sua storia personale e quella della politica italiana. Diari messi a disposizione dalla famiglia e di cui il Corriere 7 racconta oggi alcuni passaggi, tra cui una conversazione tra Andretti e Wojtyla: “Giovanni Paolo II chiede se a Castelgandolfo ci fossero ebrei durante l’occupazione nazista. ‘Non qui ma sì al Laterano e in Canonica vaticana…’, risponde Andreotti. II papa chiede anche se fosse vero che Pio XII doveva essere deportato. II futuro cardinale Achille Silvestrini replica: ‘Valigie pronte in Segreteria di Stato’. Andreotti lo corregge: ‘A me disse: Io non mi muovo a ogni costo’”.

Pericolo sovranista. “Il sovranismo semplifica. È tutto un ‘Viva l’Italia, Viva la Francia, Viva l’Ungheria’ per creare un senso di appartenenza, però dietro non c’è una vera visione politica. È molto pericoloso perché crea divisioni: i ‘veri’ e i ‘finti’ abitanti di un Paese, i ricchi e i poveri, i buoni e i cattivi. Il web è terreno fertile per questo tipo discussioni. Purtroppo così torniamo alle polarizzazioni che sono state alla base dei totalitarismi”, l’allarme di Anne Applebaum, giornalista premio Pulitzer, intervistata oggi dal Corriere 7. Del pericolo sovranista parla anche Bergoglio in un’intervista rilasciata a La Stampa: “Porta a nuove guerre”.

La Biblioteca dell’esilio. Sulle pagine di Repubblica l’artista e scrittore britannico Edmund de Waal racconta il suo rapporto con Venezia. Nella città lagunare, de Waal ha ideato una doppia installazione: la prima è all’Ateneo Veneto ed è una stanza che raccoglie libri in varie lingue di scrittori costretti all’esilio, non solo ebrei, da Dante a Victor Hugo, da Voltaire a Mandel’stam. Una biblioteca dell’esilio; la seconda al Museo ebraico ed è basata sui Salmi.

Kafka a Gerusalemme. È arrivata alla Biblioteca Nazionale d’Israele l’ultima tranche dei manoscritti di Franz Kafka. “Undici anni fa si avviò l’iter per il recupero del fondo:- racconta su La Stampa Elena Loewenthal – il testamento di Brod prescriveva infatti che Hoffe provvedesse a consegnarlo a una istituzione pubblica, archivio o biblioteca che fosse. Ma è stata una battaglia lunga, estenuante, più assurda che mai”.

Segnalibro. In libreria un saggio dello scrittore francese Daniel Halévy uscito dopo la Seconda guerra mondiale: è L’accelerazione della storia, appena tradotto da Oaks editrice per la cura di Francesco Ingravalle e Tiziana C. Carena. “Anche se segnato da pessimismo, mette in guardia dall’accelerazione che deriva dal mito tecnologico e invoca il ritorno alla spiritualità”, spiega Avvenire illustrando il volume di Halévy.

Daniel Reichel twitter @dreichelmoked