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Un porto sicuro per 500 persone

rassegnaDue navi con a bordo oltre 500 persone soccorse in mare sono da giorni vicine alle acque territoriali italiane, senza la possibilità di sbarcare. “Nulla smuove l’impasse. – scrive La Stampa – Non gli appelli dell’Unhcr che ancora ieri ha rinnovato la richiesta all’Europa di ‘dare subito un porto sicuro immediato e gli Stati dovrebbero condividere la responsabilità per la loro accoglienza dopo lo sbarco’; né quelli degli uomini di spettacolo, da Richard Gere ad Antonio Banderas, che si sono spesi per la sorte della Open Arms; non l’appello della Chiesa valdese che si è detta pronta a farsi carico dei migranti; né quello del presidente del Parlamento europeo David Sassoli che si era rivolto al presidente della Commissione Juncker”. “Ci sono persone che portano i segni strazianti delle violenze fisiche e psicologiche subite nel viaggio attraverso la Libia – la testimonianza di Jay Berger, capo progetto di Medici senza frontiere sulla nave -. Chiediamo ora un porto sicuro dove sbarcare queste persone vulnerabili. Hanno sofferto abbastanza”.

Italia, quale governo. I quotidiani di oggi (tra gli altri, Corriere e Repubblica) raccontano quali sono i possibili scenari per il futuro politico italiano: la Lega ritira la sfiducia e il Premier Conte resta in carica; Governo di scopo per approvare le riforme, senza Conte ma con nuova asse Lega-5 Stelle; accordo Pd-5 Stelle senza Conte (è la maggioranza che si è creata ieri momentaneamente per bocciare la richiesta della Lega di votare la sfiducia a Conte oggi); niente taglio dei parlamentari come invocato dai 5 Stelle e accordato da Salvini (che attacca i suoi ex alleati in un’intervista sul Corriere), ma ritorno alle urne in ottobre.

Francia 1982, l’accordo con i terroristi palestinesi. Non c’è ancora stata giustizia per le vittime dell’attacco terroristico del 9 agosto 1982 al ristorante casher Jo Goldenberg di Parigi, in cui morirono 6 persone e 22 furono ferite. Le tracce portano al gruppo palestinese di Abu Nidal ma l’inchiesta è rimasta aperta. E ora arriva una nuova rivelazione, riportata dal quotidiano le Parisien e rilanciata in Italia dal Foglio: i servizi segreti francesi avrebbero fatto un accordo con il gruppo terroristico di Abu Nidal. “Non voglio più attentati sul territorio francese e in cambio vi lascio venire in Francia. Vi garantisco che non vi succederà nulla”. Quanto avrebbe affermato da Yves Bonnet, ex capo dell’intelligence interna di Parigi, davanti al giudice incaricato dell’inchiesta sull’attacco al Jo Goldenberg. Secondo Le Parisien, Bonnet avrebbe detto che l’accordo ha funzionato: “Non ci sono stati più attentati a partire dalla fine del 1983, nel 1984 e fino alla fine del 1985. Che commettessero attentati in Italia, per esempio, non mi importava, l’importante è che non succedesse nulla sul suolo francese”. Il 9 ottobre 1982 ci fu l’attentato terroristico palestinese al Tempio Maggiore di Roma. Gli ebrei di Francia hanno chiesto una commissione di inchiesta per avere la verità su questi fatti.

Dvir Sorek e la società israeliana. Su Avvenire si parla del diciannovenne israeliano Dvir Sorek, assassinato da due terroristi palestinesi la settimana scorsa. Il giovane, studente di yeshiva, è stato trovato senza vita poco fuori l’insediamento in Cisgiordania in cui viveva con in mano l’ultimo libro di David Grossman. “Il primo a rimanere colpito da questa storia è stato lo stesso Grossman; ha voluto saperne di più su Dvir; ‘un giovane sensibile con il cuore di un’artista’, lo ha definito dopo aver ascoltato la sua famiglia e i suoi amici”. “Ma questa vicenda è in qualche modo un simbolo anche rispetto a un tema più generale tra Gerusalemme e Tel Aviv: la questione del rapporto tra laici e religiosi all’interno della società israeliana”, scrive il quotidiano cattolico, secondo cui Dvir rappresentava un possibile dialogo tra queste due realtà, oltre che con il mondo palestinese (il giovane aveva preso parte a iniziative di un’associazione formata da ebrei ortodossi e attivisti palestinesi). Sempre sulla stampa cattolica – sull’Osservatore Romano – si parla di Israele, raccontando la storia dei Beta Israel (l’ebraico nell’articolo è invertito), la comunità di ebrei etiopi che negli scorsi mesi è tornata a denunciare le discriminazioni subite nel paese. Nell’articolo si dice correttamente che non vogliono essere definiti falascià ma poi si usa ripetutamente il termine.

Segnalibro. Il Corriere recensisce positivamente Fuga da Parigi (edito da La nave di Teseo), scritto da Anne Hamilton – pseudonimo di un’autrice italiana che ha scelto l’anonimato – in cui si racconta la storia di un gallerista ebreo che scappa dai nazisti ma non dai suoi demoni (come recita il titolo del quotidiano).

Daniel Reichel twitter @dreichelmoked