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Grazia Di Veroli (1961-2019)

alanCara Grazia, ci siamo conosciuti una trentina d’anni fa (o forse più) e da allora ci siamo voluti del bene, tanto è che mi hai sempre trattato come fossi un altro tuo fratello, mettendomi come hai fatto con loro sotto le tue ali protettrici: sempre pronta a darmi contro qualora tu vedessi che un mio comportamento poteva nuocermi, sempre pronta ad affiancarmi, specialmente nelle lotte contro l’antisemitismo e nella salvaguardia della Memoria. Abbiamo diviso tanti sorrisi, tanti pianti e soprattutto tanti ricordi, gli ultimi dei quali rammentati solo pochi giorni fa.
Ti ho conosciuta mentre lavoravi alla segreteria dell’ANED e ci lasci ora con la carica di vicepresidente della sezione di Roma.
Unico rammarico che potrei farti, l’aver dato spesso, troppo spesso, la tua forza a tutti, sottraendola a te stessa. Un altruismo gratuito del quale ritengo che in tanti dobbiamo esserti grati. Sono certo che ora ritroverai quelle persone che hai amato e di cui hai mantenuto il ricordo, durante quasi tutta la tua vita.
Ti ringrazio per avermi concesso di esserti amico, perfino fratello. Con dispiacere e grande affetto mi vedo costretto a salutarti, ma son certo solo momentaneamente. Sarà mia cura farti sapere ogni attimo che ti penserò.

Alan David Baumann

(27 agosto 2019)