Fiducia rinnovata e nuove sfide
per il lavoro dell’informazione

Intensificare l’impegno sull’informazione e sulla comunicazione, ripensare il lavoro secondo logiche più rispondenti ai problemi e alle incertezze delle stagioni che ci attendono, riaffermare i principi di responsabilità e di rigore che devono caratterizzare il lavoro giornalistico e il ruolo di direzione dei giornali.
La relazione del direttore della redazione giornalistica dell’Unione delle Comunità Ebraiche Italiane Guido Vitale è servita all’Assemblea dei redattori per fare un bilancio, alla vigilia del nuovo anno ebraico, su una stagione di lavoro che si chiude e per ridefinire le strategie e gli obiettivi da affrontare nel prossimo futuro.
Alle tre testate giornalistiche a stampa e alle cinque testate online su cui la redazione è al lavoro quotidianamente dovrà aggiungersi un rinnovato impegno per meglio coniugare la produzione giornalistica e un utilizzo responsabile e intelligente di tutti i mezzi di comunicazione in rete. Ma soprattutto – ha sottolineato il direttore – bisognerà sviluppare tutte le potenzialità di un lavoro trasversale e solidale fra le diverse componenti che assieme costituiscono la massima istituzione dell’ebraismo italiano. E in una stagione in cui si sente l’esigenza di una profonda riorganizzazione e ripensamento delle strutture, di un contenimento dei costi nel rispetto delle regole e dei contratti e di una contemporanea intensificazione dei risultati, la redazione giornalistica deve rivendicare con coraggio e dedizione un ruolo da protagonista. “Proprio per questo – ha ricordato Vitale – alla vigilia del nuovo anno ho sentito l’esigenza di rimettere in gioco il mio ruolo, invocando, nel nome dell’autonomia e della dignità professionale che costituiscono le uniche vere tutele di un giornalista, maggiore flessibilità e maggiore incisività per il lavoro giornalistico”.
“Per un direttore – ha aggiunto Vitale – conquistare la necessaria fiducia dell’ente editore senza tradire l’etica e l’identità professionale, è una sfida da rinnovare ogni giorno. Ma questo non può ancora bastare. La fiducia che sostiene tale ruolo delicato deve infatti reggersi anche sulla componente del rapporto sincero e solidale fra tutti i giornalisti che compongono la redazione”.
Per questo il direttore ha quindi invitato l’Assemblea a esprimersi sulla base della procedura prevista dal Contratto nazionale di lavoro giornalistico per rinnovare il proprio giudizio, ricordando che i giornalisti italiani lavorano orgogliosamente sulla base del più antico contratto collettivo di lavoro tutt’ora operante, voluto nel 1911 da un orgoglioso ebreo italiano, il giornalista Salvatore Barzilai. L’esito del voto segreto è stato unanime nella conferma della fiducia.
Sempre nel quadro della formazione della nuova agenda di lavoro, l’Assemblea si è congratulata con la collega Ada Treves, che assume da questa stagione nuove responsabilità anche nella conduzione di progetti trasversali fra l’area giornalistica e le strutture organizzative e amministrative dell’Unione e a cui è stata affidata la responsabilità del giornale ebraico dei bambini DafDaf. “Una testata – ha ricordato Vitale – di cui tutta la redazione deve andare orgogliosa. Il segno tangibile e continuamente riaffermato che gli ebrei italiani hanno un futuro luminoso da conquistare e non solo un glorioso passato che li sostiene”.