“Italia smetta di aiutare
i terroristi di Teheran”
“Il governo italiano dovrebbe smettere di finanziare indirettamente la campagna di terrore interno e globale del regime di Teheran, e pensare invece al futuro”. È il messaggio che Reza Pahlavi, figlio dell’ultimo scià, affida a una intervista con La Stampa. Sostiene Pahlavi: “L’unica via per mettere fine al comportamento brutale del regime è sostenere il popolo nei suoi sforzi per stabilire una democrazia secolare. Negoziare con il regime è futile ed è un affronto al popolo iraniano”. L’ayatollah Mohammad Emami Kashani, leader della preghiera del venerdì a Teheran, torna intanto ad accendere gli animi. Il religioso, come riporta Il Fatto Quotidiano, ha accusato Stati Uniti e Israele di fomentare scontri e violenze in corso a Baghdad “allo scopo di minare l’imminente pellegrinaggio sciita”.
Sul caso dell’attacco alla prefettura di Parigi emergono le responsabilità dell’intelligence francese, che non è stata in grado di intercettare e prevenire il pericolo. Spiega Repubblica: “I primi elementi dell’indagine rivelati ieri dal procuratore confermano la pista di un attentato islamico. Poco prima di accoltellare le quattro persone all’interno della prefettura, Harpon aveva mandato diversi sms alla moglie. Una trentina di messaggi, tutti a connotazione religiosa”.
“Ricevo il titolo, penso, per la mia devozione e per il mio impegno economico, culturale e religioso, che anche grazie a mia moglie, Francesca, si è evoluto e formato per il bene di Israele, la mia seconda patria”. Così Marco Carrai, neo console onorario di Israele in Toscana, Emilia Romagna e Lombardia, in una intervista con Il Fatto Quotidiano.
Si inaugura oggi a Milano il Giardino dei Giusti rinnovato dopo cinque anni di lavori. Racconta Avvenire: “La struttura emersa dal cantiere è bellissima. Gariwo, l’associazione che l’ha voluta, che l’ha creata e che la gestisce in collaborazione con il Comune e l’Ucei, ha deciso di presentarla come un ‘tempio civico’ al servizio della città: uno spazio per pensare, capire, incontrarsi”.
“Il vero razzismo, oggi, parla la lingua dell’antirazzismo ed è una manifestazione del politicamente corretto. Un esempio grave. Israele è accusato di razzismo nei confronti dei palestinesi: e questa accusa sdogana l’antisemitismo. In certi quartieri delle città francesi, gli ebrei non sono graditi dalle comunità musulmane e sono indotti a traslocare”. È quanto afferma Alain Finkielkraut, in un colloquio con il Giornale.
In un editoriale dedicato al tema dell’intelligenza artificiale il direttore della Stampa Maurizio Molinari cita l’esempio del team di archeologi dell’Università del Kentucky che adoperando ‘macchine capaci di leggere’ è prima riuscito a decrittare un testo millenario del Levitico trovato nella sinagoga di Ein Gedi in Israele “ed ora è impegnato a decodificare testi scritti su pergamene carbonizzate dall’eruzione del Vesuvio che travolse Pompei nell’anno 79”. Avvisaglie di una rivoluzione del sapere che, sottolinea Molinari, deve essere sicuramente governata e gestita “ma non può essere ignorata”.
La Lettura del Corriere presenta il breve saggio Orbanismo, pubblicato da Castelvecchi, in cui la filosofa ungherese da poco scomparsa Agnes Heller riflette sulla figura del Primo ministro magiaro. “L’analisi contenuta – si legge – è in sostanza condivisibile, ma a tratti incompleta e difettosa; somiglia più ad un’invettiva, sia pure ragionata e profonda, che a un’analisi vera e propria”.
Storia di copertina di Robinson di Repubblica è una riflessione sulla figura di Anna Frank a 90 anni dalla nascita. La tesi dell’attrice Helen Mirren, ospitata all’interno dell’approfondimento, è che Anna continui ad esistere “in Greta Thunberg, in Malala, nei ragazzi che soffrono e lottano”.
“Tra giudaismo e magia i rapporti sono sempre stati tesi. Rapporti di rifiuto e proibizione, se diamo retta alla Bibbia e alla letteratura rabbinica. Di suadente attrazione, se prestiamo invece fede ai ritrovamenti archeologici e a innumerevoli testi manoscritti e a stampa”. È quanto scrive Giulio Busi, sul domenicale del Sole 24 Ore, presentando L’eredità di Salomone, volume sul tema curato da Emma Abbate e pubblicato da Giuntina in collaborazione con il Meis.
Il Corriere Milano parla di Chiamami ancora, libro di Dario Tonetti in cui l’autore ricostruisce la storia di Anita Scotti Gabbiani, figlia del podestà di Robecco sul Naviglio, che al tempo delle persecuzioni nascose due famiglie ebraiche nella villa di famiglia.
Adam Smulevich twitter @asmulevichmoked
(6 ottobre 2019)