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Usa-Turchia, accordo sulla Siria
120 ore di tregua per i curdi

rassegnaCinque giorni di cessate il fuoco in cui i curdi dovranno ritirarsi dalla zona di sicurezza concordata dagli Stati Uniti con la Turchia. È l’accordo di cui parlano i quotidiani oggi ottenuto dal vicepresidente Usa Mike Pence nella sua missione ad Ankara volta a convincere il presidente turco Erdogan a fermare la sua operazione nel nord della Siria. “Grandi notizie dalla Turchia. Grazie Erdogan. Milioni di vite saranno risparmiate. Questo accordo non avrebbe mai potuto essere fatto tre giorni fa. E servito un po’ di amore ‘difficile’ per ottenerlo. Una grande cosa per tutti. Sono fiero di tutti!”, la reazione affidata a un tweet del presidente Usa Donald Trump, al centro delle polemiche per aver deciso il ritiro degli Usa dalla Siria. Anche il Premier Conte, riporta il Corriere, aveva chiamato ieri Erdogan, invitandolo “con forza il leader turco a interrompere l’incursione militare nel nordest della Siria e a ritirare immediatamente le truppe”. Intanto sul terreno, racconta Repubblica, “la tragedia del popolo curdo è nelle facce degli ustionati che arrivano all’ospedale di Hasakah. “Hanno usato napalm o fosforo bianco” dicono dal consiglio sanitario del Rojava mentre il ministro turco della Difesa nega.

Popolo senza Stato. “I curdi, dopo le prime reazioni di stupore, sono null’altro che un effetto collaterale di una guerra che non sembra contro di loro; mentre è solo contro di loro, per eliminarli come nazione. Per loro non abbiamo visto citare la massima di Hannah Arendt, il ‘diritto di avere diritti’, abbondantemente usata in altre occasioni”. Lo scrive Nadia Urbinati su Repubblica che riflette, citando Arendt e il caso degli ebrei tedeschi sotto il nazismo, sui diritti umani del popolo curdo, sulla loro violazione e sull’idea di cittadinanza.

Chi ha creato la chat dell’odio. Repubblica intervista il ragazzo di 16 anni di Torino che ha creato la chat whatsapp che diffondeva materiale antisemita, nazista, pedopornografia e a cui partecipavano decine di minorenni. “A un certo punto ho provato ribrezzo, cancellavo i file ma non sono uscito. È stato un errore”, afferma il ragazzo, coinvolto nell’inchiesta avviata dalla procura di Siena.

Calcio e razzismo. “Se ci sono razzisti che insultano i calciatori, dobbiamo fermare le partite”, afferma il presidente della Fifa Gianni Infantino che torna sul tema del razzismo nel calcio e invita a usare il var per identificare i razzisti sugli spalti (Tuttosport). Sul tema, la Gazzetta dello Sport propone uno stralcio del nuovo libro di Massimiliano Castellani e Adam Smulevich Un calcio al razzismo. 20 lezioni contro l’odio (Giuntina). Protagonista del brano, Lilian Thuram, ex calciatore di Parma e Juve, oggi ambasciatore Unicef impegnato nella lotta contro le discriminazioni. Sempre la Gazzetta intervista poi l’ex pallone d’oro bulgaro Hristo Stoichkov che chiede provvedimenti duri sui suoi concittadini che allo stadio, in una partita con l’Inghilterra, hanno inscenato saluti nazisti e ululati razzisti. “Questa gente va buttata fuori dagli stadi. – afferma – Basta! E, se serve, si escluda la Bulgaria dalle coppe”.

Israele in attesa di governo. Il leader di Kachol Lavan Benny Gantz ha nuovamente respinto l’invito del leader del Likud Benjamin Netanyahu a formare un governo di coalizione insieme. “Ci aspettiamo di ricevere il mandato dal presidente Rivlin e iniziare seri negoziati per formare un governo liberale di unità che introduca un cambiamento e restituisca la speranza ai cittadini israeliani”, le sue parole riportate dal Fatto Quotidiano.

Genova senza Museo Luzzati. Dal Primo giugno 2018 il museo dedicato ad Emanuele Luzzati ha chiuso i battenti in attesa di una nuova collocazione che, dopo quasi un anno e mezzo, il Comune non ha trovato. Al suo posto al momento c’è un infopoint, racconta il Venerdì di Repubblica, intervistando il direttore del museo in cerca di collocazione Sergio Noberini. Il sindaco Bucci ha messo a disposizione alcuni locali di Palazzo Ducale, che potrà ospitare parte delle opere ma, spiega al Venerdì il presidente della Comunità ebraica di Genova Ariel Dello Strologo, questi spazi “non compenseranno la perdita del museo, così come era nato: un luogo dove, partendo dal patrimonio artistico di Lele, trovassero “casa” i grandi autori dell’illustrazione, italiani e internazionali, e che fosse anche un’officina di produzione culturale”.

Roma, segni di stupidità. Un lettore su Repubblica Roma denuncia l’imbrattamento con una svastica della lapide, posizionata nel quartiere Ostiense, in ricordo di otto donne assassinate dai soldati nazifascisti durante i moti per il pane del 7 Aprile del 1944.

Daniel Reichel twitter @dreichelmoked