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Missili da Gaza sulla tregua

rassegnaLa fragile tregua raggiunta ieri all’alba tra i terroristi della Jihad islamica e Israele è stata più volte violata dai primi con il lancio di missili da Gaza. L’esercito israeliano ha reagito nel corso della serata con alcuni raid diretti a colpire la Jihad islamica e nel Sud d’Israele si teme un venerdì di nuovi allarmi antimissile. Le scuole sono state chiuse in tutta la regione, anche ad Ashkelon, Sderot, Netivot e le comunità adiacenti all’enclave palestinese, nel timore di nuovi razzi. Il Premier israeliano uscente Benjamin Netanyahu, riporta La Stampa, aveva parlato ieri di operazione svolta con “successo”, in riferimento all’eliminazione di uno dei comandanti della Jihad Islamica. “I nostri nemici hanno ricevuto il messaggio”, le sue parole. Rispetto allo stallo politico, il quotidiano torinese afferma che “La situazione di emergenza ha ridato fiato a fautori di un governo di unità nazionale, compreso il suo sfidante all’interno del Likud, Gideon Saar. Il problema è che il leader dell’altro grande partito e premier incaricato, Benny Gantz, ha posto come condizione che Netanyahu ne stia fuori. Ha ancora una settimana per riuscire a trovare una maggioranza. Poi si rischiano le terze elezioni anticipate”.

“Antisemitismo, l’Italia non liquidi il problema”. Su La Stampa lo scrittore israeliano Abraham B. Yehoshua riflette sulle minacce antisemite contro Liliana Segre e sul clima in Italia. “Non credo che minacce antisemite sui social network possano spaventare una donna tanto coraggiosa e rispettata. – scrive Yehoshua – Ma le ultime manifestazioni di antisemitismo in Italia verso la piccola comunità ebraica al suo interno dovrebbero suscitare preoccupazione nella società italiana, non tanto nei confronti degli ebrei quanto nei propri. Sono segnali di debolezza sempre più frequenti, di una frammentazione sempre maggiore, dell’incapacità di far fronte a identità complesse. Quindi, chiunque abbia a cuore il benessere e la salute della società italiana, dovrebbe prendere sul serio tali dimostrazioni di antisemitismo e non liquidarle con leggerezza”. A proposito di antisemitismo, il quotidiano della Cei Avvenire riporta le parole di Ambrogio Spreafico, Presidente della Commissione Episcopale per l’ecumenismo e il dialogo interreligioso: “L’odio antisemita è un peccato”, le parole di Spreafico (che ribadisce la posizione del presidente della Cei Gualtiero Bassetti).

Napoli e le strumentalizzazioni. Prosegue sui quotidiani la polemica per la nomina da parte del Comune di Napoli del neoassessore alla Cultura Eleonora De Majo, autrice di frasi farneticanti su Israele denunciate dalla Comunità ebraica della città (Mattino Napoli e Corriere Napoli). Per ripararsi dalle polemiche e dall’accusa di antisemitismo la De Majo ha proposto la cittadinanza onoraria a Liliana Segre, che però, in una lettera, ha invitato a non strumentalizzare un riconoscimento tanto importante. “Una risposta inequivocabile indirizzata a chi si è illuso di chiudere la polemica con una specie di gioco al rialzo. – scrive Titti Marrone sul Mattino – Come se per attutire il peso delle parole della neo assessora (“israeliani porci, accecati dall’odio, negazionisti e traditori finanche della vostra stessa tragedia”) bastasse procurarsi la presenza ih città della donna oggi minacciata e sotto scorta per il fatto stesso di essere simbolo della Shoah. Solo che quella signora non ci sta, non così”.

Caffé Greco, l’intervento del Tar. Una soluzione amichevole per risolvere la lite legata all’affitto tra l’Antico Caffe Greco e l’Istituto Ospedale Israelitico. È l’invito del Tar alle parti in causa di cui scrive oggi il Corriere Roma. “Il Tribunale amministrativo aggiorna l’udienza di ieri al 5 dicembre per dare tempo alle parti di accordarsi sul canone d’affitto dello storico locale di via Condotti 86, –
scrive il quotidiano – che l’ente proprietario delle mura vorrebbe adeguare con un sostanzioso rialzo e gestori sotto sfratto (ma titolari di marchio e concessione) si dicono pronti a raddoppiare, ma senza arrivare alle cifre richieste”.

Etichette. “Non si capisce per quale motivo i soloni dell’Unione europea abbiano preteso di spiegare l’imposizione dell’etichettatura sulla provenienza degli alimenti israeliani prodotti in Cisgiordania specificando che il consumatore debba essere sempre informato; quindi affermando che i territori di produzione dispongono di uno statuto internazionale proprio; poi aggiungendo che Israele non è entità sovrana; poi ancora con un’intera sfilza di osservazioni e di allusioni francamente arzigogolate e speciose le quali invitano, volendo parlar chiaro, al boicottaggio tartufesco di quegli stessi prodotti”. Si legge nella rubrica Andrea’s Version in prima pagina sul Foglio in riferimento alla sentenza della Corte Ue. Il Foglio intervista inoltre il filosofo Alain Finkielkraut che riflette su nuovi e vecchi antisemitismi.

Daniel Reichel twitter @dreichelmoked