A confronto su libertà e pregiudizi
Milano saluta Bookcity

EJWyJ9vXUAYhXvZDalla libertà perduta alla libertà riottenuta. È il filo rosso che collega alcuni appuntamenti di questa domenica di chiusura di Bookcity, la grande festa diffusa che Milano dedica ai libri e agli scrittori. Di libertà – e integrazione – parlano infatti in queste ore Manuela Buaron, Gadi Luzzato Voghera, Yoram Ortona, Liliana Picciotto in un confronto – organizzato dalla Fondazione Cdec – che racconta la storia degli ebrei libici, fuggiti nel 1967 da una feroce persecuzione e che in Italia trovarono rifugio a Milano e Roma (tre i libri al centro dell’incontro: Gli ebrei di Libia. Dalla coesistenza all’esodo, M. Roumani, Castelvecchi; Gli ebrei di Libia. Usi e costumi, Cohen, Moreno, Sindacato Italiano Arti Grafiche; La cucina ebraica tripolina, Linda Guetta Hassan, Gallucci Editore). Una storia, quella dell’ebraismo libico, di vite abbandonate e di vite ricostruite al centro anche del libro di Daniela Dawan Qual è la via del vento (E/O), romanzo dai molti tratti autobiografici che sarà presentato questo pomeriggio in sinagoga centrale. Un evento che vedrà l’autrice dialogare con Ferruccio De Bortoli, promosso dalla Comunità ebraica di Milano e dall’Adei, con l’idea di aprire al pubblico di Bookcity uno dei luoghi simbolo dell’ebraismo milanese (Ore 17.00).
Di Italia e di conti con il passato parla invece il libro di Silvia Lombroso, Si può stampare, riproposto nella collana Scale Matte (ed. Ilprato, 2019) curata dalla Fondazione CDEC e dalla Comunità ebraica di Venezia e presentato domenica al Memoriale della Shoah. “L’autrice non scrive per il grande pubblico, – racconta il direttore del Cdec Gadi Luzzatto Voghera, che discuterà del libro a Bookcity (17 novembre, ore 18.00) assieme allo storico delle idee David Bidussa e alla ricercatrice Stefania Roncolato – ma prima di tutto per se stessa. Accompagna con la penna i duri anni della persecuzione dei diritti, dal 1938 al 1943; gioisce per la tenue speranza di riacquisita libertà nel luglio del 1943; si inoltra nel terrore della vita clandestina degli anni dell’occupazione nazista, che ha inghiottito vite e cancellato tratti di umanità; ragiona infine sulle dinamiche per nulla scontate né pacifiche della fine delle persecuzioni e della nuova liberazione”.
Di tradizione e cucina parla invece il libro di Miriam Camerini, Ricette e precetti, presentato in Cascina Cuccagna (ore 14.30): divieti e obblighi, tradizioni e usanze, devozione e ribellione, il volume curato dall’autrice e regista teatrale presenta quarantacinque storie e ricette che raccontano del rapporto intricato fra cibo e norme religiose ebraiche, cristiane e islamiche.
IMG_20191115_102014060Tra i libri presentati in questa edizione di Bookcity, anche Un calcio al razzismo – venti storie tra passato e presente (Edizioni Giuntina), il libro firmato da Massimiliano Castellani e Adam Smulevich dedicato al tema di grande attualità della lotta al razzismo negli stadi e nello sport. L’appuntamento è stata l’occasione per raccontare al pubblico di Bookcity il dossier di Pagine Ebraiche di novembre in distribuzione, dedicato proprio a questo argomento e alla necessità che l’Italia faccia seriamente i conti con questa minaccia.