Rav Umberto Cassuto,
un omaggio a Gerusalemme

Schermata 2019-12-03 alle 12.05.58La Comunità ebraica di Firenze festeggia l’arrivo di un nuovo rabbino capo. Come raccontato in apertura dell’ultima edizione di Pagine Ebraiche International Edition, rav Gadi Piperno è entrato ufficialmente in carica sostituendo rav Amedeo Spagnoletto. “Sono qui da poco, devo ancora prendere le misure. Una cosa però la posso dire per certo. Questa è una Comunità fatta di tante anime e sensibilità e la sensazione è che tutti collaborino in modo positivo. Le potenzialità sono tante,” ha spiegato rav Piperno.
A ricordare un altro rabbino capo del capoluogo toscano, che fu guida spirituale della sua comunità nel momento più buio è stata invece una cerimonia svoltasi negli scorsi giorni a Gerusalemme, come spiegato in un articolo ripreso dalla rubrica Italics. Rav Nathan Cassuto è stato onorato dal Committee to Recognize the Heroism of Jews who Rescued Fellow Jews during the Holocaust del Bene Berith insieme a Matilde Cassin, per il loro ruolo nell’organizzazione della rete clandestina che durante le persecuzioni nazi-fasciste aiutò a salvare tanti ebrei. Dell’organizzazione Cassuto fu leader, insieme al Cardinale Elia Dalla Costa, riconosciuto Giusto tra le Nazioni da Yad Vashem nel 2012. La rete continuò a funzionare anche dopo che il rabbino fu arrestato dai nazisti e assassinato ad Auschwitz.
Ancora sull’edizione di Pagine Ebraiche dedicata al pubblico internazionale la notizia della scoperta e del disinnesco di una bomba risalente alla seconda guerra mondiale nel quartiere San Salvario di Torino, dove si trova la sinagoga, che durante i bombardamenti alleati fu danneggiata.
Tantissimi sono accorsi a Genova per dare il benvenuto alla sopravvissuta alla Shoah e senatrice a vita Liliana Segre che ha ricevuto il premio culturale conferito ogni anno dal Centro Primo Levi e la cittadinanza onoraria del capoluogo ligure (a firmare la traduzione in inglese Claudia Azzalini e Sara Facelli, studentesse della Scuola Traduttori e interpreti di Trieste che stanno svolgendo il proprio tirocinio nella redazione giornalistica dell’Unione delle Comunità Ebraiche Italiane).
In pilpul, lo storico sociale delle idee David Bidussa riflette sul concetto di partigianeria, tornato ultimamente di moda dopo essere rimasto a lungo sopito e pronto a segnare il nostro tempo.
Infine è il francese la lingua settimanale di Bechol Lashon, con il direttore della Fondazione Centro di Documentazione ebraica contemporanea Gadi Luzzatto Voghera che pone l’accento sui gravi danni provocati dalle fake news.
“Molti fra noi compiono questo tipo di errore ogni giorno postando in rete notizie e immagini che suscitano il nostro interesse, ma di cui si ignora l’origine. Tutti noi contribuiamo alla diffusione di fake news. Smettere di farlo è un dovere innanzitutto culturale e politico, ed esistono degli strumenti per correggerci,” scrive Luzzatto, in un articolo tradotto da Sara Facelli.
“Quando si affronta un argomento, innanzitutto è necessario verificare la provenienza e l’attendibilità dell’informazione. Solo su quella base si possono esprimere idee e opinioni meritevoli di essere discusse. La Fondazione CDEC si è posta da anni come obiettivo proprio questa buona pratica: essere fonte di documentazione e di dati autorevole, credibile e verificabile. Nella storia degli ebrei in età contemporanea, nelle vicende relative alla loro persecuzione, nei dati sulla presenza dell’antisemitismo nell’Italia contemporanea,” conclude.

rt