moked/מוקד

il portale dell'ebraismo italiano

“Ho difeso Anna Frank
e mi hanno picchiato”

rassegnaInneggiavano al Duce e invocavano “il forno” per Anna Frank con cori antisemiti in Piazza San Marco, a Venezia. L’ex parlamentare della Repubblica Arturo Scotto, coordinatore nazionale di Articolo l-Mdp, ha provato a zittirli e per questo è stato picchiato mentre era con la moglie e il figlio. Anche un ragazzo di 20 anni che ha provato ad aiutarlo è stato pestato. È la cronaca del vergognoso episodio raccontato oggi da tutti i quotidiani (Corriere, Repubblica, La Stampa, tra gli altri). “Non lasciate correre, mai. Non abbiate paura di denunciare. Nei bus. in metro, in strada. Ribelliamoci. Non facciamo in modo che questa deriva culturale politica sociale si guadagni lo sdoganamento, riesca ad acquisire la nostra rassegnazione”, afferma in un’intervista a Repubblica Scotto, a cui è andata la solidarietà di tutto l’arco politico e del mondo ebraico, con la mobilitazione della Comunità ebraica di Venezia. “Il nostro abbraccio va a lui, ai suoi familiari e a chi ha cercato di frapporsi tra lui e gli aggressori venendo a sua volta colpito. – il messaggio di solidarietà della Presidente UCEI Noemi Di Segni – È un anno, il 2020, che inizia all’insegna dell’odio, del razzismo e dell’antisemitismo. Fenomeni sempre più dilaganti e contro i quali è necessario agire con la massima fermezza. A rischio c’è il futuro della nostra società, sempre più esposta a minacce di questo tipo. Le conseguenze rischiano di essere catastrofiche. Non è più possibile esitare. Anche per questo serve una reazione forte da parte di tutte le forze politiche. Servono parole chiare e inequivocabili per definire quanto accaduto”.

Netanyahu chiede l’immunità. A un mese dall’incriminazione, il premier israeliano Benjamin Netanyahu ha deciso ieri di chiedere ufficialmente l’immunità parlamentare. “Mi accingo a rivolgermi al presidente della Knesset Yuli Edelstein — ha detto in un discorso in tv — per avvalermi del mio diritto, che è anche il mio dovere e la mia missione, per restare al servizio dei cittadini”. L’immunità dovrà essere approvata da una commissione parlamentare e poi in plenaria dalla Knesset che sarà eletta dopo le elezioni del prossimo 2 marzo (Corriere).

Urtisti. Torna alla ribalta la complessa situazione degli urtisti a Roma, assistiti nel recente passato anche dalle istituzioni ebraiche italiane. Il Messaggero Roma riferisce infatti della decisione del Campidoglio di allontanare da “zone sensibili” 16 urtisti. “Tecnicamente – riporta il quotidiano parlando dei venditori di souvenir – non sono state revocate le licenze ma cancellate le soste per quegli operatori abilitati alle rotazioni, ovvero possessori di titoli che permettono loro di girare su più posteggi nel corso di un mese”. A riguardo, su Repubblica Roma Vittorio Emiliani ritiene insufficienti queste misure e lancia invece un appello perché l’amministrazione capitolina e le istituzioni facciano di più per il decoro urbano.

Iraq, ambasciata Usa sotto attacco. Anche ieri l’ambasciata statunitense a Baghdad è stata attaccata dai manifestanti che protestavano contro i raid aerei compiuti dagli Stati Uniti domenica scorsa contro alcune strutture di Kataib Hezbollah, milizie sciite appoggiate dall’Iran, al confine tra Iraq e Siria. In risposta, Washington ha ordinato di far arrivare nuove forze a presidio della sede diplomatiche e gli Stati Uniti schiereranno altri 750 militari in Medio Oriente. “Questo dispiegamento è un’azione precauzionale e appropriata in risposta ai crescenti livelli di minaccia contro il personale e le installazioni americane, come abbiamo assistito a Baghdad”, ha affermato il ministro della Difesa americano Mark Esper, riporta La Stampa. “L’escalation a Baghdad – scrive il quotidiano in un’analisi a firma di Francesco Semprini – è l’ultimo capitolo dello scontro in Medio Oriente tra Stati Uniti e Iran”, che tocca Siria, Yemen, e altri terreni.

In marcia per la pace. Quinta edizione a Bologna della Marcia della Pace con la partecipazione di 1500 persone tra associazioni, comunità religiose, istituzioni, semplici cittadini. Tra i presenti, raccontano Resto del Carlino e Corriere Bologna, oltre al sindaco Virginio Merola e il cardinale Matteo Zuppi – promotori dell’iniziativa – il presidente della comunità ebraica bolognese Daniele De Paz. “Chi si disinteressa del prossimo – il messaggio di De Paz – perde la ricchezza del vivere insieme e questo deve essere il nostro obiettivo”.

Come negli anni Venti. “Ci sono senza dubbio similarità fra l’epoca che viviamo e il periodo fra le due guerre. Certo, diversamente da allora, l’incertezza attuale è in parte determinata dalla globalizzazione selvaggia. Ma fronteggiamo i grandi cambiamenti con la stessa inquietudine e il populismo di destra porta avanti un’idea di nazionalismo in certi aspetti simile al fascismo sociale di quei tempi lontani. Non vedo nuove dittature all’orizzonte, le tradizioni democratiche sono più forti e radicate di allora. Ma pure certe scelte fatte alle urne possono condurci verso le barbarie”, così Michael Walzer, 84 anni, professore emerito di Princeton, in un’intervista a Repubblica in cui analizza la situazione politica internazionale e in particolare americana.

Segnalibro. Enrico Deaglio su Repubblica racconta alcune vicende tratte dal volume Braided in Fire, Black Gis and Tuscan Villagers on the Gothic Line 1944 di Solace Wales, dedicato alla 92esima divisione di fanteria americana detta Buffalo: “istituita nel 1942, sciolta nell’aprile del 1945, impiegata nelle missioni più rischiose della guerra italiana, la Buffalo – incredibile da credersi per un paese democratico che ci ha liberato dal nazifascismo – era completamente segregata, ovvero composta da soldati afroamericani specie degli Stati del sud, in pratica i pronipoti degli schiavi, costantemente umiliati e screditati, inviati nelle missioni più difficili e comandati da ufficiali bianchi che non facevano mistero di disprezzarli”.

Daniel Reichel twitter @dreichelmoked