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UCEI e mondo sportivo, insieme
per dare un calcio al razzismo

rassegnaSui quotidiani italiani ampio spazio all’iniziativa “Un calcio al razzismo” organizzata dall’Unione delle Comunità Ebraiche Italiane al Centro bibliografico UCEI con la partecipazione dei vertici dello sport e del calcio italiano. “Oggi più che mai è fondamentale ribadire l’importanza di uno sforzo senza tregua contro le parole dell’odio, troppo spesso egemoni nelle curve degli stadi”, il messaggio riportato dai giornali (Gazzetta dello Sport, Corriere dello Sport, Repubblica, Tuttosport tra gli altri) della presidente UCEI Noemi Di Segni, che ha fortemente voluto l’iniziativa che ha visto protagonisti il ministro dello Sport Vincenzo Spadafora, il presidente della Federcalcio Gabriele Gravina, il presidente dell’Associazione Italiana Calciatori Damiano Tommasi, l’ad della Lega Calcio Serie A Luigi De Siervo e il presidente della Lega Pro Francesco Ghirelli. “A inizio febbraio sarà pronto un protocollo d’intesa con la ministra dell’Interno Lamorgese, fortemente voluto dalla Figc – ha spiegato il ministro Spadafora – Introdurremo nuove tecnologie per scovare i violenti e faremo pressione sulle società affinché possano installarle negli stadi”. “Vogliamo riuscire a fare in due anni — ha spiegato l’ad della Lega, Luigi De Siervo – quello che la Thatcher ha fatto in dieci. La Serie A vuole dare un contributo importante”. Per la presidente Di Segni, “le curve non possono essere in mano a gruppi di estrema destra che non devono più essere legittimati ma vanno consideratiassociazione illegali, come le associazioni mafiose”.

Il Coordinatore Milena Santerini e la sfida di combattere l’antisemitismo. In queste ore verrà ufficializzato l’incarico della professoressa Milena Santerini a Coordinatore nazionale per la lotta contro l’antisemitismo. Una sfida di cui Santerini parla oggi in diverse interviste (Repubblica, Avvenire, La Stampa). “L’antisemitismo non è un problema soltanto degli ebrei, riguarda l’intera società”, sottolinea Santerini, spiegando di voler combattere “le parole d’odio” e auspicando che “anche dal dibattito politico sparisca il linguaggio divisivo”. Su Repubblica, si tocca il tema della definizione di antisemitismo dell’Ihra e la sua adozione in Italia. “Il tema è complesso. Già ho ricevuto qualche critica per aver sostenuto che non sempre antisemitismo e antisionismo coincidono perfettamente”. Spiega Santerini: “Non c’è dubbio che vi siano argomentazioni ostili a Israele che recano il marchio dell’antisemitismo. Tale è, ad esempio, l’ignobile tesi che accosta Israele al nazismo. Dovremo ricorrere a esempi illustrativi per debellare questo genere di argomenti”.

Salvini e le mozioni sull’antisemitismo. “L’antisemitismo deve coincidere con l’antisionismo. Gerusalemme deve essere la capitale d’Israele. Alcune forme di boicottaggio dei prodotti israeliani devono essere messe fuori legge. Matteo Salvini ribadisce posizioni che piaceranno certamente al governo israeliano, con lo sguardo fisso su Washington. E su Donald Trump”. Così il Corriere della Sera riassume il significato del convegno organizzato ieri dalla Lega al Senato sul tema dei nuovi antisemitismi con il senatore Salvini tra i relatori. La Stampa parla di “metamorfosi moderata di Salvini”, che durante il convegno ha affermato che la Lega non ha legami con CasaPound e Forza Nuova (Giornale). Sia Repubblica che Corriere fanno notare le assenze dei vertici delle Comunità ebraiche mentre diversi quotidiani riprendono le parole della presidente UCEI Di Segni all’Ansa: “Salvini deve prendere atto di essere una figura di riferimento dei gruppi di estrema destra” e non deve legittimarli. Anche il Foglio si rivolge al senatore: “Caro Salvini, non basta dire viva Israele. Per combattere l’antisemitismo tocca spegnere il ventilatore dell’estremismo”. Il Corriere intervista invece uno dei protagonisti del convegno, il diplomatico israeliano Dore Gold, che, sul leader della Lega spiega: “Quando qualcuno tende la mano al popolo ebraico sta a noi tendere la nostra e lavorare con lui affinché questo terribile flagello sia sconfitto”.

Memoria. Gerusalemme si prepara ad accogliere almeno quaranta capi di Stato e di governo, compresi Sergio Mattarella, Emmanuel Macron e Frank-Walter Steinmeier, per ricordare e celebrare a Yad Vashem i 75 anni dalla liberazione dei campi di sterminio nazisti. Ne parla il Corriere 7. A proposito di eventi, il Corriere, citando l’iniziativa di ieri sul calcio promossa dall’UCEI e la Carta dello Sport di Gariwo, ricorda l’appuntamento del 23 gennaio con il Concerto della Memoria a Roma. Su Repubblica invece si anticipa che l’inserto culturale Robinson avrà come fulcro questa settimana la memoria, con un’intervista a Edith Bruck, e si presenta il volume di David Sorkin sull’emancipazione ebraica.

Elezioni in Israele, fusioni a sinistra. Sul Riformista intervista al leader del Labour israeliano Amir Peretz che spiega la scelta di fondersi con Meretz. “Non è un’operazione elettorale, fonderemo un nuovo soggetto di sinistra”, afferma, aggiungendo che “la sinistra ha rappresentato una parte fondamentale nella vita politica d’Israele, fin dalla nascita dello Stato ebraico. Puntiamo a costruire un’alternativa al governo delle destre assieme a Kahol Lavan”.

Il destino del kibbutz. Approfondimento su La Stampa sulla situazione dei Kibbutzim israeliane, esperimenti di socialismo che da tempo hanno cambiato orizzonte e aperto alla proprietà privata. “Anche con gli adattamenti apportati nel corso degli anni, sono rimasti comunque una cosa unica. – afferma al quotidiano Eitan Broshi, uno dei leader dell’associazione che raggruppa tutti i kibbutz – A chi ritiene che questo tipo di insediamento sia morto, o sia cambiato in maniera irriconoscibile, ricordo che nonostante tutto, i kibbutz esistono ancora. Nemmeno uno è scomparso. Due terzi di questi villaggi sono posizionati lungo i confini di Israele e malgrado i loro residenti costituiscano solo l’1,7 per cento della popolazione, sono responsabili per circa il 50 per cento della produzione agricola del paese, per il 10 per cento di quella industriale (esclusi high-tech e diamanti), e per il 10 per cento delle esportazioni”.

Daniel Reichel twitter @dreichelmoked