moked/מוקד

il portale dell'ebraismo italiano

Tutta Italia zona protetta:
“Dobbiamo restare a casa”

rassegnaTutta Italia zona protetta per evitare l’estendersi del contagio da coronavirus. Lo ha annunciato ieri sera il presidente del Consiglio Giuseppe Conte, presentando un decreto con misure ancora più stringenti per tutta l’Italia contro l’epidemia. Il dpcm, che entra oggi in vigore, prevede divieto d’assembramento; spostamenti solo per lavoro, salute o necessità stringenti con autocertificazione; chiusura delle scuole fino al 3 aprile; stop agli eventi sportivi. Nessuna chiusura invece dei supermercati e approvvigionamenti garantiti (Corriere della Sera). “Restiamo a casa”, lo slogan/appello di Conte ai cittadini. “Le nostre abitudini vanno cambiate ora. – l’esortazione del Premier – Non c’è più tempo. Dobbiamo rinunciare tutti a qualcosa. Dobbiamo farlo subito” (Repubblica).

Covid-19, Israele al lavoro sul vaccino. I ricercatori dell’israeliano Migal Galilee Research Institute sperano di avere entro 90 giorni il vaccino al coronavirus. Lo spiega a Repubblica Salute microbiologo Chen Katz, capo della ricerca. Il vaccino per il Covid-19, che è stato realizzato dal suo gruppo, è un adattamento di un vaccino contro il coronavirus della bronchite aviaria infettiva (IBV), ricerca durata quattro anni e finanziata dal ministero della scienza e tecnologia israeliano, riporta il quotidiano. “Tanti altri gruppi di ricerca sono al lavoro per sviluppare altri vaccini e trattamenti contro SARS-Cov-2. – afferma Katz – Penso che da tutti questi sforzi combinati potrà emergere presto la risposta migliore possibile a questa emergenza mondiale. Quello che possiamo dire per ora è che la nostra tecnologia attiva, nei polli, una buona risposta immunitaria inducendo la produzione di alte quantità di anticorpi specifici contro il virus IBV, e pensiamo possa fare lo stesso negli umani per il SARS-Cov-2”.

Purim. Dall’estremo Nord all’estremo Sud, partecipazione sentita per la lettura in streaming della Meghillat Ester offerta dall’Unione delle Comunità Ebraiche Italiane in accordo con l’Assemblea Rabbinica Italiana in questo momento di emergenza sanitaria senza precedenti. Una nuova lettura ha preso il via alle 8.00 di questa mattina e sarà ripetuta alle 13.00 sul canale Facebook UCEI.
A proposito di Purim e della Meghillat Ester, su La Stampa il racconto del legame tra mondo ebraico e la Persia, per arrivare fino ai giorni nostri con le tensioni tra Israele e Iran.

Gantz, Lieberman, Lista araba: prove di collaborazione. Il leader di Kachol Lavan Benny Gantz ha incontrato nelle scorse ore sia Avigdor Lieberman sia i rappresentanti della Lista Unita (che raccoglie i partiti a maggioranza araba) per lavorare alla formazione di una maggioranza alla Knesset (insieme i tre partiti, più Labour-Gesher-Meretz, hanno 62 seggi su 120) e quindi di un esecutivo. “Dobbiamo costruire un governo per portare Israele fuori dallo stallo in cui si trova”, ha sottolineato Gantz, sperando di unire tutto il fronte anti-Netanyahu. Gli avvocati di quest’ultimo, riporta Avvenire, hanno intanto chiesto un rinvio per il processo a suo carico che dovrebbe iniziare tra 7 giorni per non aver ricevuto tutti i documenti relativi alle indagini. Intanto sul fronte coronavirus, il governo provvisorio guidato da Netanyahu ha deciso di estendere la quarantena (14 giorni) a chiunque arrivi dall’estero in Israele (Corriere).

Crisi migranti, Erdogan a Bruxelles. II leader turco Erdogan è andato in visita a Bruxelles per discutere della situazione siriana e di nuovi fondi per la gestione dei migranti. Erdogan “ha chiesto più soldi e un’accelerazione nel trasferimento dei sei miliardi di euro di aiuti per l’accoglienza dei rifugiati, oltre al sostegno europeo al suo piano per creare una zona cuscinetto nel Nord della Siria in cui riportare almeno un parte dei profughi. La Ue, però, ha condizionato qualsiasi concessione allo stop del flusso di uomini, donne e bambini verso la frontiera greca”, spiega il Corriere.

Bancarotta libanese. Nella situazione complessa del Medio Oriente, si aggiunge la crisi economica del Libano, che il 9 marzo ha annunciato il default. “Il Paese si è retto solo sul sistema bancario (con depositi pari al triplo del Pil nazionale) senza quasi produrre beni”, l’analisi del Sole 24 Ore che spiega le origini della bancarotta.

Daniel Reichel twitter @dreichelmoked