Musica al tempo dell’emergenza,
Una storia israeliana di creatività

Il giovane pianista si siede e prima di iniziare si disinfetta le mani prendendo il flacone poggiato sul pianoforte. Il direttore d’orchestra è pronto e indossa la sua mascherina. Un altro giovane musicista, ironicamente, indossa una maschera di scena invece della mascherina anticontagio. Inizia così il nuovo video dell’esibizione musicale della Thelma Yellin High School, la scuola superiore d’eccellenza a Givataym che accoglie studenti da tutta Israele per lo studio della musica e delle altre arti.
Si tratta dell’esecuzione per orchestra e coro di Psalms 42 di Felix Mendelssohn, realizzata in modo originale da cento ragazzi fra i 14 e i 17 anni. “Gli alunni avevano preparato il concerto di primavera per più di tre mesi” racconta a Pagine Ebraiche Yishai Steckler, qui in veste di maestro del coro. “Avrebbero dovuto esibirsi questa settimana, ma hanno dovuto smettere di venire a scuola una settimana e mezzo fa a causa del Covid-19. Eravamo tutti molto demoralizzati, perché avevamo lavorato sodo per realizzarlo.”
Così gli insegnanti hanno cercato una soluzione alternativa e hanno chiesto agli studenti di filmare ognuno individualmente, con i loro smartphone, la propria parte musicale. Poi hanno faticosamente assemblato i cento contributi in un video comune, che hanno condiviso on line riscuotendo un successo notevole e un numero molto alto di visualizzazioni online. “Il video dura cinque minuti, ma abbiamo lavorato intensamente tre giorni per realizzarlo. Siamo partiti dall’audio, che abbiamo dovuto ripulire. Prima abbiamo unito l’audio di ogni singola sezione dell’orchestra e coro, poi abbiamo effettuato il mix in modo che tutto fosse equilibrato e solo alla fine abbiamo montato le immagini”, continua soddisfatto Steckler. “Ne è valsa la pena”. Israele è abituata ad affrontare le emergenze e anche questa volta non si è arresa di fronte al Corona virus.
Yonatan, il giovane pianista che vediamo disinfettarsi le mani all’inizio del video, ha 17 anni, vive a Ramat Gan ed è responsabile della produzione dell’intero progetto insieme all’insegnante: “Il virus significa anche qui niente scuola, niente amici, niente riunioni. Tutto si è spostato su un piano virtuale ed è deprimente”. Aggiunge poi: “Questo progetto che ho curato con Yishai ci ha consentito, come si dice qui, ‘di trasformare un limone aspro in una dolcissima limonata’ e, seppure virtualmente, di portare avanti la nostra arte nonostante le avversità.”
Quella dell’insegnamento è una passione a cui Steckler non riesce a rinunciare da 16 anni, ma il musicista è soprattutto un affermato direttore d’orchestra con esperienza internazionale.
Per i 70 anni di Israele ha diretto diverse opere liriche all’aperto, davanti a 40mila spettatori.
Ha lavorato per undici stagioni per l’Israeli Opera di Tel Aviv ed è stato Maestro del Coro e assistente di molti direttori quali Zubin Mehta, Daniel Barenboim, Antonio Pappano e Daniel Oren.
È proprio il lavoro con Oren, per diversi anni, che gli ha consentito di stabilire una connessione particolare con l’Italia. “Occupandomi principalmente di opera lirica – ci dice – è ovvio come il mio legame con l’Italia sia forte. Leggo con apprensione i quotidiani italiani e mi rendo conto di come siamo fratelli che combattono la stessa guerra. Speriamo di poter tornare alla nostra vita e alla musica. Siate forti e state a casa, mando un abbraccio a tutti”
Simone Tedeschi