Memoria – Venezia, una giornata dedicata al ricordo

Servirebbe il dono dell’ubiquità per riuscire a seguire l’intero programma delle celebrazioni per il Giorno della Memoria 2010, così ricco di appuntamenti che spesso si sovrappongono l’uno con l’altro sia in centro storico a Venezia che in terraferma, a conferma del forte radicamento delle realtà ebraiche attive sul territorio.
In mattinata nelle sale dell’Istituto Veneto delle Scienze, Lettere ed Arti di Venezia si è svolta la cerimonia di consegna delle medaglie d’onore in favore di 104 cittadini italiani, militari e civili, deportati ed internati nei campi nazisti e destinati al lavoro coatto. Alla cerimonia, presieduta dal prefetto di Venezia Luciana Lamorgese, hanno partecipato il sindaco del Comune di Venezia, Massimo Cacciari, il presidente della Provincia, Francesca Zaccariotto, il vicepresidente del consiglio regionale del Veneto, Carlo Alberto Tessarin, i rappresentanti della Comunità Ebraica di Venezia, nonché i sindaci dei Comuni di residenza degli insigniti.
Nel primo pomeriggio, il presidente del consiglio regionale del Veneto, Marino Finozzi accompagnato dall’assessore della regione Veneto Renato Chisso, ha deposto invece una corona d’alloro al Monumento ai deportati nel campo del Ghetto Nuovo, dove ha sostato in raccoglimento. Nel corso della breve cerimonia a cui erano presenti gli esponenti della comunità ebraica di Venezia e il rabbino capo di Venezia, Elia Richetti, è stato sottolineato il significato della celebrazione della giornata della memoria con la quale lo Stato italiano ha inteso ricordare non solo la discriminazione razziale ma anche onorare le vittime di una delle pagine più nere della nostra storia e inoltre gli episodi di solidarietà di chi ha messo a repentaglio la propria vita per salvare quella degli altri. Un gesto simbolico per non dimenticare le vittime dello sterminio e riaffermare il monito che tali orrori non abbiano più ad accadere.
Si è poi inaugurata la mostra collettiva L’altra memoria, presso la Galleria Minelli. La mostra patrocinata dalla comunità ebraica di Venezia, curata dal critico d’arte Rolando Bellini e dall’esperto d’arte Claude Sciaky-Menachè e organizzata in collaborazione con l’associazione culturale Extrarte ospita una quarantina di opere tra pittura, scultura, incisione, poesia visiva e fotografia realizzate da artisti contemporanei non ebrei che però nel corso della loro esperienza artistica si sono trovati a contatto con la complessa cultura ebraica. Sono intervenuti all’inaugurazione l’assessore comunale alla Produzione culturale, Luana Zanella, e il presidente della Comunità ebraica di Venezia, Vittorio Levis, che riguardo all’esposizione ha commentato: “La Giornata della Memoria, nella cui cornice è presentata questa mostra, è soltanto lo spunto occasionale per una riflessione che, prendendo le mosse da vicende storiche ormai indagate, raccontate e ricostruite innumerevoli volte, pone il singolo che voglia avere coscienza di sé e del proprio rapporto con il “mondo” di fronte a domande impegnative, ma ineludibili”.
Alla Biblioteca Nazionale Marciana di Venezia nell’Antisala della Libreria Sansoviniana, sua sede monumentale, una conferenza dello storico e scrittore Riccardo Calimani sulla storia del pregiudizio contro gli ebrei ad introdurre l’incontro Maria Letizia Sebastiani, direttore della Biblioteca Nazionale Marciana. Nel suo intervento Calimani ha delineato brevemente le fasi storiche riguardanti l’origine del pregiudizio contro gli ebrei declinato nelle sue molteplici forme, una storia complessa che non deve prestarsi a semplificazioni. A seguire una relazione di Stefano Trovato riguardante le ricerche svolte presso l’Archivio della Biblioteca, relative agli anni 1938-1945, con particolare riguardo all’applicazione delle leggi razziali, sostanziata dall’esposizione di alcuni documenti della biblioteca relativi al periodo e al tema trattato.
In serata l’incontro alla Fondazione Querini Stampalia dove è stata dedicata a Carlo Ottolenghi, noto avvocato della città, la Sala Giuridica della Biblioteca a vent’anni dalla sua scomparsa. Presenti alla cerimonia la famiglia Ottolenghi, i rappresentanti delle istituzioni, la Comunità ebraica e i rappresentanti dell’ordine degli avvocati di Venezia. Figlio del rabbino di Venezia Adolfo Ottolenghi, vittima della persecuzione nazifascista, anche Carlo come i suoi cari, subì le umiliazioni delle leggi razziali, la separazione, la perdita e l’esilio. Visse a Venezia per tutto l’arco della sua vita, fatta eccezione per il periodo d’esilio in Svizzera durante la Seconda Guerra Mondiale. Carlo partecipò sempre in modo attivo alla vita pubblica veneziana ricoprendo incarichi amministrativi di rilievo quali Assessore al patrimonio del Comune di Venezia, presidente della Camere di Commercio e della Fondazione Querini Stampalia e insieme a Giorgio Busetto contribuì alla riorganizzazione della biblioteca in seguito agli interventi architettonici di Carlo Scarpa, guidando l’ampliamento della sede e l’adeguamento dei servizi.

Michael Calimani