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“Alziamo la nostra voce per fermare i crimini contro l’umanità” Intervista a Renzo Foa

“I più grandi crimini contro la libertà si sono consumati nel silenzio. Per evitare che ciò accada ancora bisogna avere il coraggio di parlare e protestare”. Per questo Renzo Foa, direttore di Liberal e firma storica del giornalismo italiano, ha lanciato un appello a sostegno dei cristiani perseguitati nel mondo che oggi alle 18.30 porterà a Roma in piazza Montecitorio uno schieramento trasversale ai credo religiosi e agli schieramenti politici. Alla base della mobilitazione, cui ha aderito anche l’Unione delle comunità ebraiche italiane, una precisa scelta di “ingerenza”.
Renzo Foa, quali sono le motivazioni di questa discesa in campo?
Si deve parlare per evitare il silenzio che ha segnato i più grandi crimini della storia. Lo scrittore Joseph Roth, a proposito del silenzio che accompagnò le leggi razziali, rivendicò il diritto di “ingerirsi”. Ed è questo il significato della manifestazione: smetterla di badare agli affari propri e farsi invece carico dei problemi. Non si può ignorare che dall’Indonesia al Marocco è in atto un vero e proprio pogrom contro i cristiani.
Nei giorni scorsi qualcuno ha contestato l’utilizzo del termine pogrom, così tipico della persecuzione antiebraica.
Quanto sta accadendo mi sembra invece abbia caratteristiche sovrapponibili. Anche contro i cristiani si sta manifestando quell’intreccio di odio etnico e religioso che contrassegnò l’antisemitismo in Europa. Un altro tratto comune è l’attacco alle libertà. La Chiesa negli ultimi decenni si è infatti caratterizzata come cultura di libertà.
Qualche esempio?
Mi piace ricordare papa Wojtyla quando da Varsavia esortò a non aver timore di aprire i cuori a Dio. Fu un potente invito alla libertà che si allargò anche ai paesi ortodossi. La manifestazione più evidente di questo ruolo della Chiesa la vidi a Danzica, nel 1988, quando alla testa di un corteo operaio scorsi una grande croce di legno accanto alla bandiera polacca. Capii allora che il simbolo cristiano aveva soppiantato tutti i messaggi precedenti della sinistra.
Negli ultimi tempi si sono moltiplicati gli appelli e le manifestazioni da parte dei giornali. Prima il Foglio a favore di Israele, poi il Riformista che ai tempi della Fiera del libro s’incartò nella bandiera israeliana per solidarietà con cultura d’Israele minacciata dal boicottaggio. Adesso Liberal e la solidarietà con i cristiani. Cosa sta succedendo?
E’ importante che i piccoli giornali assumano iniziative politiche. La politica, per parafrasare una celebre espressione, è troppo importante per lasciarla in mano a un ceto politico troppo spesso disattento. Questi appelli vogliono essere un richiamo alla responsabilità della politica, perché si preoccupi di certe situazioni e compia le azioni che le spettano. In questo caso uno dei passi auspicabili sarebbe far sapere al governo indiano che l’aggressione ai cristiani non è più tollerabile.

Daniela Gross