studio / fascismo
L’esperienza di studio, nella prospettiva ebraica, è idealmente totale e totalizzante. A partire da un verso biblico in cui si invita l’uomo a meditare sulla Torà giorno e notte, i maestri della tradizione stabiliscono che ogni momento della giornata sottratto allo studio è un tempo perso, tranne quello dedicato al sostentamento necessario (ed anche su questa posizione non tutti sono d’accordo). Difficile – pur con le debite differenze di oggetto di studio – comprendere l’idea che 30 ore alla settimana di studio siano troppe.
Benedetto Carucci Viterbi, rabbino
Intorno alla questione del fascismo le parole del Presidente della Camera dei Deputati giungono dopo una settimana di affermazioni identitarie da parte della leadership di Alleanza nazionale.
Quelle parole sono apprezzabili, ancor prima che per la chiarezza, per il luogo in cui sono state pronunciate e per la platea a cui sono state rivolte.
Se molti ritenevano che An avesse già compiuto per intero un percorso, l’ultima settimana ha dimostrato che così non è.
Quel percorso avviato molti anni fa non è esaurito, è ancora lungo ed è ancora tutto davanti.
L’intervento del Presidente della Camera chiede di intraprendere una riflessione culturale, oltreché politica. Una riflessione condivisa che ancora non c’è stata e che, come tutte le battaglie di vero rinnovamento, non sarà né facile, né indolore. Una riflessione che avrà bisogno di tempo perché sia davvero acquisita.
David Bidussa, storico sociale delle idee