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princìpi / censimento

Rabbàn Shimòn figlio di Gamliel dice: “il mondo si mantiene su tre cose: sul diritto, sulla verità e sulla pace, perché è detto: “verità e giustizia di pace giudicherete alle vostre porte ( nei vostri
tribunali)”.
Per quanto importanti possano essere ognuno di questi tre principi, uno di loro deve talvolta cedere il passo ad un altro. Può succedere che il diritto non possa farsi valere perché la pace esige che per una
volta non se ne tenga conto. Esiste una giustizia inflessibile e innamorata di se stessa pronta a spaccare la montagna in due e un pace buonista che rischia di appiattire tutto e che talvolta
legittima il male. Per questo la Torà ci indica di rivolgere la faccia verso la giustizia e al contempo verso la pace: questo è ciò che chiamiamo un comportamento etico. E tre volte al giorno preghiamo
affinché ci sia una pace “buona” nel senso che non è sufficiente che tacciano le armi ma dobbiamo cercare una pace buona e giusta.
L’armonia di queste tre dimensioni appartiene all’epoca messianica ma ciò nonostante noi ebrei non abbiamo mai rinunciato alla ricerca assidua di questi tre valori.

Roberto Della Rocca, rabbino

Il censimento è, per noi ebrei, una questione spinosa. Contarci? Non contarci? Lascio ovviamente ai nostri maestri il complesso aspetto halakhico della questione, nonché la disamina dell’imperativo divino al proposito.
Certo, contarci qui in Italia incute timore: siamo sempre meno di quel che ci aspettiamo. E poi questa curiosa dissonanza fra i numeri e le impressioni. Basta provare a chiedere all’uomo di strada: sugli ebrei
esagera sempre spropositatamente. L’ultima giornata della cultura ebraica ha sollevato anche questo busillis, seppure indirettamente. Il contrasto fra la risonanza delle manifestazioni e l’esiguità delle proporzioni – ma soprattutto alle prospettive future, non è passata inosservata. Anche in Israele, però, le proporzioni spesso sfuggono. Gerusalemme, ad esempio: chiunque dirà che la città è vistosamente sempre più “religiosa”. Un recente articolo dell’Ha-Aretz, cifre (edilizie e sociali) alla mano, dimostrava invece che l’incremento di abitanti ortodossi è scarso, quasi ininfluente sul piano generale. Israele – Gerusalemme compresa – resta un luogo variegato, dai mille volti diversi.

Elena Loewenthal, scrittrice