Chiarezza e coraggio sulle responsabilità del fascismo
“Di elevato profilo morale, storico e politico”: così il Presidente dell’Unione delle Comunità Ebraiche Italiane Renzo Gattegna ha definito il discorso tenuto dal presidente della Camera, Gianfranco Fini, per condannare senza ambiguità il passato fascista. “Un intervento degno di uno statista che opera per favorire la memoria condivisa, la concordia tra le parti politiche e – ha concluso – l’elevazione del prestigio internazionale dell’Italia”.
“Con le parole di oggi di Gianfranco Fini – ha aggiunto il Presidente della Comunità Ebraica di Roma Riccardo Pacifici – si è andati oltre le frasi storiche pronunciate durante il suo viaggio in Israele del 2003 allo Yad Va Shem. Questo testimonia un percorso che, se sarà condiviso come sembra dal suo partito di provenienza, sarà un fatto utile all’immagine dell’Italia in Europa e nel contesto internazionale”. “Valori come la memoria della Shoah e dell’antifascismo – ha aggiunto Pacifici – abbiamo sempre pensato che dovevano essere patrimonio culturale del nostro Paese, soprattutto delle forze politiche rappresentate in parlamento”. “Oggi più che mai iniziative come quelle del Museo della Shoah hanno la necessità di accelerare il passo ed è per questo che auspichiamo l’ingresso formale nelle prossime settimane, come era stato stabilito prima con l’amministrazione Veltroni, oggi con quella di Alemanno, della Provincia di Roma e della Regione Lazio. La reazione positiva del sindaco alle parole di Fini testimoniano la genuinità delle sue intenzioni ad impegnarsi, come aveva promesso in campagna elettorale, sul tema della memoria, senza ambiguità e senza interpretazioni personali della storia”.
Il Presidente dell’Unione delle Comunità Ebraiche Italiane Renzo Gattegna, in accordo con il Presidente della Comunità Ebraica di Roma Riccardo Pacifici, aveva ribadito negli scorsi giorni che per gli ebrei italiani non sono oggetto di discussione le condanne del fascismo e della Repubblica Sociale di Salò, che collaborò attivamente con gli occupanti nazisti alla deportazione di migliaia di italiani nei campi di sterminio. Gli esponenti degli ebrei italiani, condividendo le dichiarazioni del Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano sulla necessità di una memoria del fascismo condivisa, si augurano che oggi più che mai si sancisca la condanna dei regimi totalitari come un valore comune che unisca le forze politiche e il Paese. Il Presidente dell’Unione delle Comunità Ebraiche e il Presidente della Comunità di Roma hanno espresso inoltre il proprio dispiacere per le annunciate dimissioni dell’on. Walter Veltroni dal Consiglio di Amministrazione del costituendo Museo della Shoah di Roma e si augurano che siano possibili un chiarimento e una ricomposizione tali da permettere la prosecuzione di questo impegno comune.
“Mi sembra davvero difficile separare i due concetti: le leggi razziste furono emanate dal regime fascista”, aveva intanto sottolineato il presidente dell’Unione delle Comunità Ebraiche Italiane, Renzo Gattegna, a Milano per la Giornata europea della Cultura Ebraica, a proposito delle dichiarazioni del sindaco di Roma Gianni Alemanno sulle leggi razziali, definite “male assoluto”. “Le leggi razziali sono state emanate dal regime fascista, convalidate dalla monarchia – ha detto Gattegna – quindi mi sembra difficile separare le due cose: ritengo che quando si tratta di argomenti così importanti è necessario anche essere molto cauti nelle dichiarazioni e più che singole frasi bisognerebbe approfondire la parte storica, gli avvenimenti e insegnare ai giovani questo passato tragico perché non si ripeta mai più”.