Doudou Diene, l’impegno dell’Onu per combattere discriminazioni e razzismo
Doudou Diene, originario del Senegal, è Osservatore ONU sul razzismo contemporaneo.
In estate è intervenuto al meeting di San Rossore dal titolo “Contro ogni Razzismo”. In quell’occasione ha rilasciato questa intervista alla rubrica televisiva Sorgente di Vita realizzata dall’Unione delle Comunità Ebraiche Italiane in collaborazione con la Rai.
Dal suo punto di vista di osservatore dell’ONU come vede la situazione in Europa oggi riguardo al razzismo?
Il razzismo è un problema molto serio e credo che stia crescendo ovunque nel mondo. Credo anche che in Europa la situazione sia particolarmente preoccupante per tre ragioni: per prima cosa in Europa siamo testimoni dell’aumento di aggressioni fisiche, di attacchi a persone per motivi razziali o religiosi. In secondo luogo vediamo quello che io chiamo “democratizzazione “ del razzismo: leader e partiti politici inseriscono motivi razziali e etnici come piattaforma politica, e per questo vengono votati. Vuol dire che possono ottenere voti usando una piattaforma razzista.
Se prendi voti grazie a una piattaforma razzista, quando sei al potere puoi rafforzare queste proposte con la benedizione democratica.
E poi in Europa c’è una legittimazione intellettuale (del razzismo) . Vediamo sempre più intellettuali, studiosi, scrittori che tornano a scrivere su ogni aspetto del pregiudizio contro i neri,gli arabi, gli ebrei. In Europa c’è stato l’Olocausto eppure non si sono mai visti tanti scrittori negare l’Olocausto come adesso in Europa, come per esempio David Irving.
La combinazione di tutti questi elementi rende la situazione in Europa molto seria.
Può dare una definizione di “razzismo”?
La definizione è stata data nella convenzione internazionale contro tutte le forme di discriminazione razziale che anche l’Italia ha firmato. La definizione è molto semplice: il razzismo è quando si discrimina, si respinge, ci si oppone a qualcuno a causa della sua origine etnica o razziale, a causa delle sue fattezze fisiche. Se si fa questo è razzismo.
Come vede la situazione in Italia?
Sono intervenuto al convegno di San Rossore perché sono molto preoccupato della situazione in Italia. Voglio sentire tutte le voci, anche quelle che combattono le discriminazioni. Sono già venuto due anni fa, feci una relazione sul razzismo in Italia. Ho visto le misure prese dal governo Prodi per correggere quelle prese dal governo precedente, in particolare la legge Bossi- Fini, ed erano stati fatti dei passi avanti. Oggi si fa un passo indietro, ma la cosa più seria e importante è che la decisione di prendere le impronte digitali agli zingari, ai rom, è espressione di una tendenza presente in Europa, è sulla stessa linea di alcune direttive del Parlamento europeo, in particolare della cosiddetta “direttiva della vergogna, votata qualche settimana fa, che permette ai governi di rinchiudere gli immigrati nei centri di detenzione per 18 mesi, compresi i bambini.
Quando una decisione come questa viene presa nel consesso più democratico dell’Europa vuol dire che qui sta accadendo qualcosa di serio e preoccupante. Bisogna combattere contro queste decisioni, sia i cittadini europei che i cittadini italiani, ma anche nel resto del mondo.
L’Europa fa parte del mondo; oggi in molti continenti si prendono decisioni contro gli europei a causa di quello che succede qui. Il quadro mondiale è molto preoccupante.
Piera Di Segni