emunà/fiaccolata

L’anno ebraico può essere diviso in due parti quasi simmetriche. A precisa distanza di sei mesi l’una dall’altra ci sono due sere speciali. Una è quella del 15 di Nissan, la sera del Seder, e l’altra è quella che del 15 di Tishri, l’inizio di Sukkot che celebreremo questa sera.
I due eventi hanno aspetti comuni, in particolare l’importanza della celebrazione serale dell’evento. Come a Pesach è obbligo raccontare e mangiare azzime la prima sera, così a Sukkot è obbligo entrare nella Sukkà e mangiarvi pane la prima sera. A Pesach, la sera, si celebra l’inizio della libertà con il ricordo e un pasto simbolico, a Sukkot, sempre di sera, si celebra il seguito della libertà sempre con un pasto e con un precetto, la Sukkà, che avvolge la persona.
Un verso dei Salmi (92:3) dice che “è bello celebrare… la Tua emunà nelle sere”: emunà come espressione umana di fede o come fedeltà divina nei nostri confronti. Sera come tempo di emunà, un aspetto emozionale dell’esperienza religiosa che in queste due date dell’anno segna la particolarità della condizione ebraica. .

Riccardo Di Segni, rabbino capo di Roma

Le vie intorno al Portico d’Ottavia hanno assistito il 16 ottobre del 1943 alla razzia nazista di oltre mille ebrei romani, ammassati nei camion in quello spiazzo davanti al Portico che oggi ha preso il nome di 16 ottobre. Nei mesi successivi, in quelle stesse strade i militi della Repubblica di Salò, i cosiddetti “ragazzi di Salò”, hanno dato sistematicamente la caccia agli ebrei, riuscendo ad arrestarne, per consegnarli alla deportazione nazista, ancora più di mille.
In quelle strade ieri, come ogni anno, si è tenuta la fiaccolata silenziosa organizzata dalla Comunità di Sant’Egidio per ricordare questo orrore. Il sindaco di Roma ha, in quest’occasione, pronunciato parole prive d’ambiguità di condanna del fascismo e della persecuzione antisemita.
Come cittadina di uno Stato democratico, e come ebrea, non posso che rallegrarmi che il Sindaco di Roma pronunci parole simili. E prenderle per quello che non possono non essere: un impegno preciso contro il razzismo e per la democrazia.

Anna Foa, storica