fiducia/novità

Il midràsh riportato da Rashì nel suo commento alla parashà sostiene che Yosèf sia stato punito per aver chiesto al ministro del faraone, che era stato imprigionato con lui e a cui aveva interpretato
favorevolmente un sogno, di ricordarsi di lui e di raccomandarlo al faraone.Yosèf avrebbe peccato di eccessiva fiducia in un essere umano e di
conseguenza di mancanza di fiducia in Dio. In realtà non si capisce che cosa ci sia di sbagliato in ciò che fa Yosèf. Fiducia in Dio non significa rimanere inattivi e non fare del proprio meglio per salvarsi. La chiave per interpretare ciò è nel verso dei Salmi che cita. Il verso dice di non aver fiducia dei superbi. Nella letteratura rabbinica il superbo non è semplicemente una persona che ha un’alta considerazione di se stesso, bensì è una persona che si vede al centro dell’universo e non riesce a vedere nient’altro intorno a lui. Credere che un uomo del genere possa essere di aiuto agli altri è una pura illusione e Yosèf fa un grave errore di valutazione fidandosi del ministro. Questo atteggiamento di indifferenza verso il prossimo non è purtroppo così raro. In questi giorni, in occasione del 70° anniversario della promulgazione delle leggi razziali, si è molto discusso delle sostanziale indifferenza con cui questo evento fu accolto da troppe istituzioni e persone. Questo evento è stato causato dalla lunga e dolorosa storia dell’antisemitismo europeo ma anche da una diffusa insensibilità vero la sorte degli altri.

Alfonso Arbib, rabbino capo di Milano

Il centro culturale 92nd Y, nell’Upper East Side, si è trovato di fronte all’insolita richiesta di un gruppo di famiglie israeliane di far svolgere attività per i figli tese a trasmettere “israelianità”. Poiché a New York ogni novità è una sfida da vincere, direttori e creatori del centro 92nd Y si sono messi a lavorare sulla peculiare definizione culturale dell’identità israeliana, tenendola ben separata da altre declinazioni dell’identità ebraica. Il risultato è un corso che si articola su sette temi: Rosh haShanà, Sukkot, Gerusalemme, musica, arte creativa, recitazione e racconto di storie umane. Nessuno ha spiegato perché questi temi hanno prevalso su altri. Ma vi è stato subito un boom di iscrizioni. E non solo per i più piccoli. Ora il 92nd Y ha il problema di trovare un sufficiente numero di insegnanti per la nuova materia.

Maurizio Molinari, giornalista