Milano: Due popoli, due Stati, una pace
“Approfittiamo del silenzio delle bombe per dare voce ai moderati che anche nella nostra città credono che un altro Medio Oriente – democratico – sia possibile”.
Questo è stato il filo conduttore della serata organizzata dall’Associazione Amici di Israele in Piazza San Carlo a Milano. Non molto numerosa, ma molto partecipativa, l’affluenza.
Ha esordito sul palco Manfredi Palmeri, presidente del Consiglio Comunale di Milano, che aveva al suo fianco i Consiglieri dell’Unione delle Comunità Ebraiche Italiane Yoram Ortona e Riccardo Hofmann, con un intervento molto forte a favore del diritto di Israele a difendersi dagli attacchi di Hamas. Chiedendosi come reagirebbero i milanesi se subissero una situazione analoga a quella di Sderot, viene inoltre ricordata da Palmeri la celebre affermazione di Golda Meir “Possiamo perdonare gli arabi perché uccidono i nostri bambini. Non possiamo perdonarli per il fatto che ci costringono a uccidere i loro bambini”.
Il segretario dell’Associazione Amici di Israele Davide Romano ha poi dato la parola al Presidente della Provincia di Milano che, con toni pacati, ma fermi, ha sostenuto le ragioni di Israele, sottolineando come la pace si potrà raggiungere solo nel momento in cui anche i Palestinesi vedranno riconosciuto il loro diritto ad avere un proprio Stato.
Il Presidente della Comunità Ebraica di Milano Leone Soued ha ricordato le aggressioni che Hamas ha recato a Israele, non solo costringendo un gran numero di cittadini a vivere nei rifugi, ma anche non facendo nulla per difendere la popolazione di Gaza. L’intervento di Micaela Goren Monti, presidente della Zona 1 di Milano, ha poi enfatizzato l’impiego da parte di Hamas degli scudi umani, adulti e bambini, testimoniati da filmati che sono circolati in rete, mentre Israele utilizzava tutti i mezzi a disposizione per la tutela dei propri cittadini.
Commovente è stato il breve discorso di Dunia Ettaib, di origine marocchina, rappresentante dell’Unione donne arabe in Italia, che si è presentata sul palco avvolta in una bandiera israeliana e proclamando: “Non è difficile essere amici di Israele e della Democrazia”, e che, per queste posizioni, è costretta a girare con la scorta.
E’ poi stata la volta di Sami Blanga, Presidente nazionale del Keren Hayesod, che ha auspicato il raggiungimento della pace nel quadro di una vittoria sul terrorismo. Un rappresentante dei Radicali ha ribadito le posizioni del suo Partito, favorevole all’ingresso di Israele nell’Unione Europea.
Un egiziano, Adam, che da poco ha scelto di aderire all’ADI, ha voluto portare il suo contributo, constatando che i media piangono, giustamente le vittime palestinesi, ma omettono di ricordare quelle israeliane. Infine una ragazza israeliana di quattordici anni ha portato la testimonianza di chi vive in prima persona la realtà di Israele.
r.t.