Sette mesi di lavoro, molti traguardi raggiunti Articolo 3 lancia la sfida della Memoria viva

Sette mesi di lavoro, migliaia di casi presi in esame, equilibri quasi impossibili tenuti assieme, sfide difficili vinte con il lavoro e con il coraggio di un pugno di volontari. L’Osservatorio Articolo 3 contro le discriminazioni, nato a Mantova attorno alla Rassegna stampa Lombardia del Portale dell’ebraismo italiano www.moked.it è venuto a incontrare la gente e a presentare il primo Rapporto che documenta un lavoro fuori dall’ordinario. Accolti dal sindaco della città lombarda Fiorenza Brioni e dal Presidente della Comunità Ebraica di Mantova Fabio Norsa, centinaia di studenti, molti cittadini, autorità, giornalisti si sono riuniti nell’aula magna dell’Università per analizzare il lavoro compiuto in questi primi mesi di attività e ora pubblicato in due volumi che contengono centinaia di pagine di dati e documenti utili a controllare i fenomeni di discriminazione e di razzismo presenti nella società italiana. La manifestazione ha concluso il ciclo di appuntamenti organizzati in occasione del Giorno della memoria con il fine dichiarato di offrire uno spunto di memoria viva, di memoria al presente lontana dalle celebrazioni ritualistiche.
Articolo 3, che ha preso il nome dal terzo principio fissato dalla Carta costituzionale, lavora con la Rassegna stampa che l’Unione delle Comunità Ebraiche Italiane ha voluto aprire a tutti i cittadini e tiene sotto controllo in particolare i media locali dell’area lombarda. Gli enti locali mantovani, a cominciare dall’Amministrazione comunale e da quella Provinciale, sono intervenuti con propri mezzi per sostenere l’iniziativa, cui partecipano esponenti e volontari di organizzazioni espresse da diverse minoranze etniche, religiose e sociali.
Decine di studenti delle scuole superiori erano presenti in prima persona nel fitto dibattito, presentando i propri lavori con ricerche nate attorno all’Osservatorio e un documentario girato nei campi dei nomadi che si trovano in Lombardia, sollevando domande e interrogandosi sul futuro di questa esperienza.
E il direttore della Fondazione Primo Levi di Torino professor Fabio Levi, il sociologo Tommaso Vitale, Paolo Foschini del Corriere della Sera, i direttori di tutte le testate locali, hanno fatto comprendere con i loro interventi come il lavoro dell’Osservatorio sia decisivo, sia per comprendere la realtà circostante, sia per tenere sotto controllo l’inevitabile tendenza dei media di distorcere e strumentalizzare i fatti di cronaca.
Alcune delle tante anime del gruppo di lavoro, a cominciare da Angelica Bertellini e Maria Bacchi, hanno portato la loro esperienza viva.
“Oggi – ha rilevato il coordinatore dei dipartimenti Cultura e Informazione dell’Unione delle Comunità Ebraiche Italiane Guido Vitale – abbiamo costruito assieme strumenti formidabili di documentazione, di controllo e di ricerca che solo pochi mesi fa sembravano un sogno irraggiungibile”. Vitale ha reso omaggio alla lungimiranza dei leader ebraici italiani, che hanno deciso di condividere queste risorse con altre minoranze e di mettere a disposizione dei cittadini questo patrimonio di conoscenze. Ma ha anche indicato nuovi possibili orizzonti per un’esperienza che è cresciuta rapidamente in pochi mesi di lavoro convulso e difficile. “Articolo 3 – ha concluso – può ambire a crescere ancora, lavorando a fondo sull’intera realtà regionale lombarda e costituendo una scuola e un modello da esportare in altre regioni italiane fino a costituire una rete nazionale”.
Durante una pausa dell’intensa giornata, Fabio Norsa, che oltre a presiedere la Comunità della sua città è anche Consigliere dell’Unione delle Comunità Ebraiche Italiane, ha aperto le porte dell’antica, preziosa sinagoga mantovana per accogliere i partecipanti ai lavori. Un gesto simbolico, che ha rinnovato la tradizione di ospitalità, di sincera amicizia e di esemplare collaborazione che da sempre gli ebrei di Mantova intrattengono con tutte le genti di buona volontà.