La scrittura ebraica, dalla voce delle donne al nuovo mondo della letteratura visiva
Si conclude stamane al Centro Bibliografico dell’Unione delle Comunità ebraiche Italiane il convegno La scrittura ebraica. Israele, letteratura e società. I lavori, che hanno visto la presenza di molti esperti e appassionati di letteratura ebraica contemporanea e di molte voci della cultura ebraica italiana e internazionale, da Amos Luzzatto a Victor Magiar, da Lizzie Doron ad Alessandro Piperno, da Emanuela Trevisan Semi a Marco Di Giulio, hanno costituito un’occasione significativa di fare il punto su una letteratura che riserva al lettore continue scoperte.
In una appassionante relazione, Sarah Kaminski (nell’immagine) docente all’Università di Torino e profonda conoscitrice della letteratura israeliana contemporanea, ha offerto un saggio della creatività letteraria al femminile. Il suo intervento (riportiamo qui di seguito alcuni stralci per cortese concessione dell’autrice) si conclude significativamente con una finestra sull’opera di Rutu Modan e sul recentissimo filone della letteratura visiva e del fumetto israeliano. Sempre oggi la redazione del Portale dell’ebraismo italiano www.moked.it accoglie un nuovo collaboratore, Andrea Grilli, e raccoglie con lui la sfida di accompagnare il lettore in un mondo del fumetto che è profondamente intrecciato con la cultura ebraica contemporanea.
(…) Nel fiorire della letteratura israeliana in Italia le scrittrici occupano un posto importante, ma un’osservazione statistica veloce rivela che solo un terzo dei titoli è “al femminile”.
(…) In Israele, soprattutto a Tel Aviv, alla fine degli anni Ottanta, l’argomento della narrativa femminile divenne un topos importante per i dibattiti giornalistici e l’accademia. Lo dimostrano due letture assai diverse: un articolo pubblicato nel giugno 1989 sul quotidiano Yediot Aharonot, e un’intervista apparsa su Ha’aretz nel marzo del 2003. Nel primo un gruppo di scrittrici racconta con orgoglio l’esperienza della conquista dell’io donna e scrittrice, mentre nell’altro, ventidue autrici, fra cui una araba, alcune famose e altre alle prime armi, presentano un’antologia di racconti erotici intitolata Lì ci sono le rose. Il titolo fa riferimento a un noto verso scritto da Yona Wallach (1944-1985), stravagante sacerdotessa della lirica, ribelle e molto femminile. I racconti trattano i tabù delle generazioni precedenti, riportano l’urlo sommesso di Dvora Baron, della giovane Lea Goldberg e si plasmano sul modello della letteratura forte ed espressionista di Zeruya Shalev, Una Relazione intima, 1997.
(…)La più originale della nuova generazione, emersa negli anni ‘80 è senza dubbio Orly Castel Bloom, che con i racconti Non lontano dal Centro del 1987 e Dolly City del 1992 ha sconvolto i sereni ambienti letterari confortati da Amos Oz, A B. Yehosua, Natan Shacham e S. Yizhar. La sua principale caratteristica è il postmodernismo destrutturante e un ebraico originale. Il dibattito sulla letteratura della Bloom è sempre in auge; i protagonisti, spesso donne, portano il racconto fino all’assurdo, creando una simbiosi con un mondo esterno altrettanto imperfetto e addirittura comico.
(…) Quattro nomi sono indispensabili per la presentazione “delle narratrici invisibili”: Nechama Pukhatchevsky (1869-1934), Dvorah Baron (1887-1956), Elisheva Bichovsky (1888 – 1949) e Lea Goldberg (1911-1970).
(…) Dvora Baron, come Lea Goldberg mi ricordano Miriam che aggiunge al canto solenne e lungo di Mosè, un’espressione più essenziale corredata di musica e ballo. La Prof. Tova Cohen dell’Università di Bar Ilan propone una lettura più ampia di quelle tradiionali. Mosé glorifica Dio, Miriam è più diretta, risponde alle donne, ma nella sua invocazione usa il plurale maschile; si potrebbe comprendere che (diversamente dalla visione dei saggi) il suo canto, più semplice e immediato, è rivolto a tutto il popolo.
(…) In questo senso è importante continuare a scoprire nuovi nomi e nuove tecniche del raccontare, come quella espressa da Rutu Modan, una disegnatrice israeliana che ha suscitato in Italia un vivo interesse fin dal suo esordio con il romanzo a fumetti Unknown/Sconosciuto.
Sarah Kaminiski